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Card. Zenari. “Chi non crede all’Inferno, venga a vederlo in Siria”

Il nunzio apostolico a Damasco ha preso possesso della parrocchia romana di Santa Maria delle Grazie alle Fornaci

Non è possibile descrivere la sofferenza del popolo siriano con parole umane. L’unica efficace descrizione del Paese mediorientale è la seguente: “Chi non crede nell’Inferno, basta che venga lì e si renderà conto di che cos’è l’inferno”. Così il card. Mario Zenari, nunzio apostolico a Damasco, che sabato scorso, 25 marzo 2017, ha celebrato una Messa nella parrocchia romana di Santa Maria delle Grazie alle Fornaci, di cui ha preso possesso.

Nella sua omelia, il porporato ha rivolto il pensiero alla martoriata Siria: “400 mila morti; due milioni di feriti, tra cui molti mutilati; circa cinque milioni di rifugiati nei Paesi fuori della Siria; più di sei milioni di sfollati interni; più di 600 mila assediati senza possibilità di accesso agli aiuti umanitari. Migliaia di bambini morti sotto i bombardamenti: feriti, mutilati, lacerati nel corpo e nello spirito. Una vera e propria strage degli innocenti”.

Il card. Zenari ha sottolineato che il “Papa è costantemente” messo al corrente di quanto avviene in Siria, e che lui vorrebbe visitare il Paese, ma sono troppi i rischi. “Lui è pronto a venire, ma la questione è che non può se non c’è un minimo di sicurezza sia per lui e soprattutto per la gente, perché se viene il Papa in Siria non può rimanere nella nunziatura: deve incontrare la gente, deve incontrare delle folle”, ha detto Zenari.

“Non so descrivere queste atrocità”, ha proseguito. E ha offerto una frase che rende bene l’idea: “Chi non crede nell’Inferno, basta che venga lì e si renderà conto di che cos’è l’inferno”.

Di qui il suo appello: “L’opinione pubblica deve far pressione sui vari governi, perché un grosso pericolo è che questi drammi vengano a poco a poco dimenticati”.

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