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Card. Tagle with refugees

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Card. Tagle: “Chiude la Porta Santa ma il cuore di Dio non chiude mai”

Domani a “Civiltà Cattolica”, il presidente di Caritas Internationalis presenta il suo libro “Ho imparato dagli ultimi. La mia vita, le mie speranze”

Una nuova visita a Roma per prendere parte alla chiusura del Giubileo straordinario e per presentare il suo ultimo libro. Il cardinale Luis Antonio Tagle, arcivescovo di Manila e presidente di Caritas Internationalis, ha raccontato ai microfoni della Radio Vaticana il momento cruciale che la Chiesa universale sta attraversando, senza trascurare due recenti toccanti esperienze: le visite ai profughi in Grecia e in Libano e quella ai terremotati in Umbria.

Aiutare i poveri, ha affermato il cardinale, “è un regalo, per me, un dono”. “Dopo tanti anni come studente, come prete, come vescovo o come cardinale, ho imparato non solo dai libri, dagli autori, non solo dalle esperienze, ma dagli ultimi”, ha detto.

Commentando la conclusione dell’Anno Santo, Tagle ha affermato: “La Porta Santa chiude. Però il cuore del Signore non si chiude mai. Per me, questa è la grazia dell’Anno di Misericordia: di vedere il cuore di Gesù sempre aperto”.

I poveri, dunque, rappresentano “le vie per incontrare Gesù”, secondo una “spiritualità che si sperimenta nella vita quotidiana, con gli occhi della fede aperti”. Camminare “con Gesù verso i poveri” e camminare “con i poveri verso Gesù”, è, secondo il porporato filippino, “il risultato desiderato dell’Anno della Misericordia”.

Parlando poi delle sue visite ai campi profughi in Grecia e in Libano, ai centri dei detenuti immigranti illegali in Libano, fino alle vittime del terremoto in Giappone e in Italia, il presidente di Caritas Internationalis ha rilevato “un volto della sofferenza comune”, al quale “dobbiamo rispondere adeguatamente”.

Il cardinale Tagle ha rilevato anche “segni di speranza”, allorché ha raccontato un aneddoto capitatogli la scorsa settimana a Norcia, dove una donna, incaricata di una cappella in una frazione della città, gli ha confidato: “Sono molto triste perché la nostra cappella è parzialmente distrutta; una cappella della memoria e della fede… Ma ho una speranza: che i giovani, i giovani sempre apprezzino le loro eredità culturali e spirituali”.

Domani pomeriggio, alle ore 17, presso la sede di Civiltà Cattolica, in via Pinciana 1, l’arcivescovo di Manila presenterà il suo libro Ho imparato dagli ultimi. La mia vita, le mie speranze (EMI). Introdotto dal direttore di Civiltà Cattolica, padre Antonio Spadaro, l’incontro sarà moderato dal direttore di Tv2000, Paolo Ruffini.

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