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Card. Scola: “Con l’utero in affitto, figli orfani di genitori viventi”

L’arcivescovo di Milano apre l’anno accademico dell’Ambrosiana parlando dell’importanza del dialogo tra religioni e della maternità, “problema antropologico numero uno”

Due i temi intorno ai quali si è snodato l’intervento dell’arcivescovo di Milano, il card. Angelo Scola, in occasione dell’apertura dell’anno accademico dell’Ambrosiana. “Il dialogo oggi tanto importante” tra Cristianesimo, Islam e Ebraismo, nonché la questione della maternità, che a suo avviso “sta diventando il problema antropologico numero uno”.

Il dialogo inter-religioso è – ha sottolineato il porporato – “antidoto efficace ai rigurgiti di razzismo, islamofobia e antisemitismo”, i quali possono condurre verso la “barbarie di imporre una fede” con la forza. Di qui l’elogio ai programmi di studio che “giustamente” approfondiscono il rapporto con le altre religioni. In particolare, il card. Scola ha incoraggiato ad approfondire “le letture coraniche” al fine di far crescere “Milano e la regione lombarda”.

L’arcivescovo ha quindi affrontato una delle più spinose questioni antropologiche d’attualità, ossia la “filiazione”. A proposito del “tema della famiglia”, il card. Scola ha chiamato in causa l’utero in affitto, attraverso il quale la donna “rischia di mettere al mondo figli orfani di genitori viventi”. Il porporato ha commentato questo scenario chiedendosi: “Dove andremo a finire?”.

Infine, l’invito del card. Scola all’Accademia dell’Ambrosiana, presieduta da mons. Buzzi, è stato quello di “cercare positivamente la strada per parlare al popolo” senza chiudersi in stanze elitarie ma per fare della cultura “una forza orientativa dei cambiamenti”.

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