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Cardinal Angelo Scola

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Card. Scola: “A fine anno le mie dimissioni, poi il Papa deciderà”

L’annuncio dell’arcivescovo di Milano nel corso di un incontro con i profughi accolti nella parrocchia di Bruzzano

“Ringrazio il Signore per il segno bello di questa comunità di donne e uomini di diverse etnie e paesi di provenienza, che qui è accolta. Sono figli di Dio che hanno in comune l’esperienza dell’umanità: del nascere, crescere, imparare, stabilire relazioni, sperimentare i bisogni e la solidarietà dell’accoglienza nella prova”. Lo ha detto ieri sera l’Arcivescovo di Milano, il cardinale Angelo Scola, incontrando i profughi ospiti della Parrocchia della Beata Vergine Assunta di Bruzzano, quartiere alla periferia nord di Milano, dove è in fase conclusiva il progetto di accoglienza estiva.

“Il vostro essere qui – ha detto il porporato rivolto ai rifugiati – è espressione di tempi difficili ma l’accoglienza che sperimentate fa vedere che tutti siamo uomini e donne a immagine di Dio, anche se spesso a causa del male non sempre si dà testimonianza dell’amicizia e della solidarietà”.

“Porto un carezza particolare ai più piccoli che all’inizio della loro vita stanno sperimentando una prova così grande – ha proseguito -. La loro presenza invita a sperare e spalanca al futuro. Tutti insieme – profughi, parrocchia, volontari, Casa della carità – avete posto nel cuore di Milano un segno che brilla come una stella e non si spegnerà. E un bel segno anche quello di chi ha sacrificato le ferie per portare qui aiuto. È bello vedere come nel popolo ci sia questo moto di autentica compassione: se l’accoglienza è proposta bene come qui, diviene possibile e praticabile”.

Al termine della vista, rispondendo ad una domanda sul suo futuro, il card. Scola ha dichiarato: “Nella Chiesa cattolica i sacerdoti e vescovi quando compiono 75 anni sono invitati a lasciare il loro ruolo a gente più giovane. Il 7 novembre quando compirò gli anni, presenterò le dimissioni. Il Santo Padre poi mi dirà quanto tempo ci vorrà”.

L’incontro si è aperto con un momento di silenzio e preghiera comune, poi per l’occasione, gli ospiti dell’oratorio hanno preparato una merenda a base di dolci e bevande tipiche dei loro Paesi d’origine: principalmente Eritrea, Etiopia e Somalia.

A dare il benvenuto al cardinale sono stati anche i tanti volontari, circa un centinaio, che si sono mobilitati per dare una mano, e che in queste sei settimane hanno dato il loro prezioso e fondamentale apporto per dare accoglienza a oltre 100 persone al giorno.

“La cosa bella – ha detto in proposito don Paolo Selmi, parroco della Beata Vergine Assunta – è stato il coinvolgimento di tante persone arrivate anche da altre parrocchie: dalla Bicocca ad Affori fino a Nova Milanese”.

“Le accoglienze degli anni scorsi ci hanno ‘allenato’, ma ogni volta accompagnare queste persone per un pezzo del loro percorso è un’esperienza nuova, che fa più bene a noi che a loro”, ha aggiunto.

“Quello che abbiamo dato è stato infinitamente meno di quello che abbiamo ricevuto”, gli ha fatto eco don Virginio Colmegna, presidente della Casa della carità. “Come cristiani e come cittadini – ha continuato – sentiamo che l’accoglienza di queste persone ci ha lasciato degli interrogativi profondi e ci impegneremo affinché questa esperienza non finisca con il termine del progetto, ma diventi un impegno di responsabilità per costruire nuovi percorsi di cittadinanza”.

Il progetto di accoglienza dei profughi a Bruzzano ha rinnovato la positiva collaborazione, già sperimentata lo scorso anno, tra la parrocchia guidata da don Paolo Selmi e la Fondazione Casa della carità, che con i suoi operatori e mediatori ha fornito loro supporto, ma anche assistenza legale e sanitaria. Nello spirito di gratuità che, per volere del Cardinal Martini è uno dei valori fondanti della Casa, l’iniziativa non ha previsto alcuna convenzione e nessuno stanziamento di fondi pubblici. Tutti i costi sono stati sostenuti dalla Fondazione, che ha lanciato una raccolta fondi straordinaria chiedendo il sostegno di tutti i suoi donatori, dei cittadini milanesi e delle aziende, come Milano Ristorazione che ha fornito i pasti giornalieri.

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