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Card. Scherer: le parrocchie adottino un nuovo atteggiamento

Serve una “conversione pastorale e missionaria”

di Alexandre Ribeiro

SAN PAOLO, martedì, 1° marzo 2011 (ZENIT.org).- Le parrocchie “devono mettere in pratica, come chiede la Chiesa, una decisa ‘conversione pastorale e missionaria’ delle loro persone, organizzazioni e strutture pastorali”, ha affermato l’Arcivescovo di San Paolo (Brasile), il Cardinale Odilo Scherer.

L’Arcidiocesi di San Paolo ha diffuso in questi giorni la Lettera Pastorale “Parrocchia, diventa ciò che sei”, firmata da monsignor Scherer e consegnata al clero il 15 febbraio.

“Vogliamo chiederci come sta la nostra parrocchia e che cosa si può fare perché sia una vera comunità di discepoli missionari di Gesù Cristo”, ha affermato il porporato, come riferisce un articolo pubblicato sulla rivista arcidiocesana “O São Paulo”.

“La parrocchia è nell’espressione locale e concreta ciò che la Chiesa è nel suo insieme. Nella parrocchia, la Chiesa manifesta in modo percettibile la sua vita e la sua missione”.

“E’ una comunità organizzata di battezzati, di beni spirituali, simbolici e materiali, di organizzazioni e iniziative, che fanno agire la Chiesa in un determinato spazio e contesto”, ha spiegato il Cardinale.

Se la parrocchia va bene, ha proseguito, “lì funziona anche la Chiesa; se la parrocchia va male, lì la Chiesa non funziona”.

“Se le parrocchie non vivessero bene la loro identità e la loro missione come comunità vive e dinamiche, la Chiesa potrebbe essere ridotta a una serie di strutture, istituzioni e organizzazioni, senza arrivare alle persone concrete”.

Per questo, monsignor Scherer sostiene che il rinnovamento della parrocchia “è essenziale”.

In primo luogo, propone “una profonda presa di coscienza di ciò che dà senso all’esistenza della parrocchia e di ciò che è chiamata ad essere. Se vista con gli occhi della fede ecclesiale, la parrocchia è una realtà bella, benedetta e preziosa”.

“Abbiamo bisogno di fare alcuni passi per superare la preoccupazione relativa al mantenimento di ciò che siamo e abbiamo”.

“E’ necessario adottare un nuovo atteggiamento, che traduca un chiaro obiettivo missionario”, ha aggiunto.

Ben più che una realtà giuridica e burocratica, la parrocchia “è il volto più visibile e concreto del Mistero della Chiesa, ‘sacramento della salvezza’ nel mondo; è una comunità di fedeli riuniti nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, che vive la fede, la speranza e la carità”.

“E’ unita intorno a Cristo, presente sacramentalmente nell’Eucaristia e negli altri sacramenti, nella Parola di Dio proclamata e accolta con fede, nei poveri, nei malati, nei sofferenti e in ogni persona servita con amore, in nome di Cristo”.

L’assemblea eucaristica “è l’espressione più visibile della Chiesa, riunita ancora oggi intorno a Gesù Cristo Salvatore, Signore e Pastore della Chiesa, rappresentato dal ministro ordinato, che è al centro di essa e alla sua guida per servirla e condurla nella carità”.

Nella parrocchia, ha aggiunto il Cardinale, “la Chiesa intera si esprime e realizza la missione ricevuta da Cristo: annunciare e accogliere la Parola di Dio; testimoniare la vita nuova ricevuta nel Battesimo, cercando la santità; vivere la carità pastorale, su esempio e nel nome di Gesù, Buon Pastore”.

La parrocchia “è la comunità missionaria dei discepoli di Cristo nel mondo. E’ una comunità di piccole comunità, famiglie, persone, gruppi, organizzazioni e istituzioni, che testimoniano la varietà, la ricchezza e la bellezza dei doni di Dio e sono al servizio della missione ricevuta da Cristo”.

La parrocchia, conclude il Cardinale Scherer, “è la Chiesa ‘alla base’, cellula viva del Corpo di Cristo, in cui la maggioranza dei battezzati ha la possibilità di fare un’esperienza concreta dell’incontro con Cristo e della comunione ecclesiale”.

[Traduzione dal portoghese di Roberta Sciamplicotti]

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