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Card. Pietro Parolin / Fonte: Holy See Mission

Card. Parolin: “Francesco, un Papa sulla scia del Concilio Vaticano II”

Il segretario di Stato Vaticano ha ricordato i quattro anni dall’elezione di Bergoglio sul soglio pontificio

Nel quarto anniversario dell’elezione di Papa Francesco, il card. Pietro Parolin, segretario di Stato della Santa Sede, ha concesso un’intervista alla Radio Vaticana che riavvolgere il nastro della memoria su questo lasso di tempo e sul contributo che ha dato Bergoglio alla Chiesa. È stato un anno molto intenso: dall’Esortazione apostolica Amoris Laetitia allo storico abbraccio con il Patriarca Kirill a Cuba, l’anno della Gmg di Cracovia e della visita ad Auschwitz, della Canonizzazione di Madre Teresa e del viaggio ecumenico a Lund nel 500esimo della riforma di Lutero.

Parolin il 13 marzo 2013 non era a Roma, ma in Venezuela in quanto nunzio apostolico in quel Paese. Afferma di aver reagito con “sorpresa” all’elezione. Il porporato ha detto inoltre di essere rimasto colpito “soprattutto” per quell'”affidamento reciproco”, il fatto che “lui si sia affidato al popolo e ha chiesto la preghiera del popolo affinché Dio lo benedicesse”.

Il segretario di Stato ha parlato poi di Amors Laetitia, sostenendo che abbia dato “un grande impulso” alla pastorale familiare. “Sta veramente producendo frutti di rinnovamento e di accompagnamento delle situazioni familiari che si trovano nella fragilità”, ha affermato.

Riguardo alle critiche nei confronti del Papa, ha minimizzato così: “Be’, critiche nella Chiesa ce ne sono sempre state! Non è la prima volta che succede. Credo che lo stesso Papa ci ha dato la chiave per leggerle: cioè, devono essere critiche sincere, che vogliono costruire e allora servono per progredire, servono anche per trovare la maniera insieme di conoscere sempre meglio la volontà di Dio e di applicarla”.

Ricordando che la Chiesa è semper reformanda, Parolin ha spiegato che il cammino sinodale della Chiesa “è un cammino progressivo, un cammino che, potremmo dire, ha avuto il suo inizio con il Concilio Vaticano II, di cui papa Francesco vuole essere colui che lo continua nella sua applicazione nella vita della Chiesa”.

Ed ha infine precisato: “Ogni riforma anche strutturale di cui c’è bisogno – a livello della Curia romana ci sono già state varie decisioni, il Papa le ricordava nell’ultimo discorso alla Curia romana, che stanno portando a delle trasformazioni, a un rinnovamento – però tutto parte dal cuore, tutto parte dall’interno”. Di qui l’importanza – ha concluso Parolin – di quella che Bergoglio chiama “la riforma del cuore”.

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