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Card. Filoni: “In Azerbaigian, pochi cattolici ma molto vivi”

A pochi giorni dalla visita del Papa, il prefetto di Propaganda Fide descrive la realtà di una chiesa di piccole dimensioni ma in crescita

Domenica prossima Papa Francesco visiterà l’Azerbaigian, a 14 anni di distanza dalla storico viaggio di San Giovanni Paolo II nel paese caucasico, a maggioranza musulmana e già parte dell’Unione Sovietica. Fu proprio durante il pontificato di Wojtyla, che, in Azerbaigian, all’indomani del crollo del regime comunista, fu istituita la Prefettura apostolica affidata ai salesiani e dipendente dalla Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli.

Tutto nacque dall’iniziativa di un ristretto numero di famiglie della comunità cattolica azera, sopravvissute alle repressioni del settantennio sovietico, che scrissero al pontefice polacco, perché mandasse loro dei sacerdoti. Furono così incaricati dei salesiani del Centro Europa.

La vicenda è stata rievocata ai microfoni della Radio Vaticana dal cardinale Fernando Filoni, prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, che ha ricordato come nel paese caucasico vi siano una “libertà di culto” ed una “tolleranza”, laddove però la Chiesa preferisce parlare di “diritti”, poiché “appartiene alla natura stessa dell’essere cittadini professare la propria fede”.

Quello azero, quindi, è un contesto di “alcune centinaia di cattolici molto vivi”, pur nella ristrettezza del proprio numero, una comunità apprezzata per la sua “cattolicità tranquilla, pacifica, direi anche organizzata, dal punto di vista della carità anche con i pochi mezzi che abbiamo”, ha commentato il porporato.

Secondo il cardinale Filoni, il Santo Padre agirà “come ha fatto in tutti gli altri paesi” e il suo invito in Azerbaigian “non riguarda una semplice formalità o una tattica politica, ma sostanzialmente è la stima verso un Pontefice” particolarmente apprezzato per la sua sensibilità verso i più deboli.

Il prefetto per la Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, che ha visitato l’Azerbaigian nel 2012, ha spiegato che i frutti della missione in quel paese “stanno crescendo gradualmente: l’attenzione per la famiglia, per i giovani, per le ragazze e anche da un punto di vista del sostegno ad una società che ha bisogno di apprendere anche che cosa significa solidarietà”.

La presenza di alcuni assiro-caldei, provenienti da Iraq e Medio Oriente, ha concluso Filoni, sarà l’occasione per “pregare insieme” al Papa e manifestargli “le difficoltà” e “le amarezze” patite nella loro area.

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