“Mai come in questo momento storico, così carico di inquietudini, c’è bisogno dello studio. Di uno studio serio, coraggioso, che non si pieghi mai a logiche del potere o dell’economia, che non si presti ad uso pretestuoso e polemico, ma che sappia andare autenticamente alla ricerca del vero e del bello. C’è bisogno di uno studio che sappia dar lustro a quelle antiche radici, che legano l’Università non solo a Perugia e all’Umbria, ma a tutta la cultura europea”.

Lo ha detto ieri sera il cardinale Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve, nella celebrazione della solennità di Sant’Ercolano, vescovo e martire, defensor civitatis e patrono dell’Università di Perugia. “Vedendo crollare la millenaria basilica di San Benedetto a Norcia abbiamo avvertito un brivido di sconforto e di dolore”, ha ammesso il porporato nella sua omelia riportata dal Sir.

“È come se una storia di secoli, che ha abbracciato tutto il nostro continente e l’Occidente intero, fosse venuta meno – ha osservato – come se un patrimonio storico e ideale che ha fondato la nostra cultura e la nostra civiltà si fosse perduto per sempre. Uomini e donne di ogni dove si stanno facendo avanti per offrire aiuto per la ricostruzione. Noi diciamo grazie a tutti coloro che fin da ora si adopereranno per far risorgere la nostra terra”.

Ma, ha avvertito il cardinale, “forse uno dei modi per far rivivere questa cultura fatta di storia, di arte, di bellezza è il nostro impegno per la verità, per il dialogo; è lo studio, la ricerca culturale e scientifica, fatta con lo spirito giusto, che è quello di dare tutto se stessi per il bene della collettività e delle Istituzioni”.

Secondo l’arcivescovo umbro, “alla disgregazione materiale e spirituale portata dal terremoto possiamo rispondere con l’essere una comunità unità e solidale; un ‘solo gregge’, che ascolta la parola del vero pastore, che non dimentica le proprie radici, ma le cura e ne fa tesoro. In tal modo, saremo in grado, come ha esortato Papa Francesco, di superare le paure del presente e di affrontare ‘una delle grandi sfide del nostro tempo: trasmettere il sapere e offrirne una chiave di comprensione vitale’, per formare le giovani generazioni, e renderle consapevoli dalla grande eredità di storia e di fede di cui è carica la nostra millenaria civiltà”.