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Cannabis legale: brusca frenata in Parlamento

Torna in Commissione il testo, su cui pesano 1600 emendamenti. Della Vedova: “Ostruzionismo proibizionista”. Lupi: “Legalizzazione non contrasta la criminalità e danneggia la salute”

È proprio il caso di dirlo: sembra andare in fumo l’ipotesi che il ddl sulla legalizzazione della cannabis venga votato prima della fine dell’anno solare. Dopo un breve passaggio in Aula, il testo torna infatti in Commissione e potrebbe rimanerci per parecchio tempo. Fino a metà novembre la Camera sarà impegnata nella sessione di bilancio, poi l’attenzione sarà catalizzata dal referendum costituzionale. Ne deriva la concreta possibilità che della droga libera se ne riparlerà non prima del 2017.

L’attenzione mediatica si è posata nel giugno scorso sul testo denominato “Disposizioni in materia di legalizzazione della coltivazione, della lavorazione e della vendita della cannabis e dei suoi derivati”. Era stata indicata il 25 luglio come data per iniziare la discussione a proposito di una istanza sostenuta da 218 parlamentari, tanti sono i sottoscrittori del ddl. Il tempo per il dibattito, considerando la chiusura dell’Aula per la pausa estiva, è stato ridotto.

Nel dettaglio la legge consente ai maggiorenni di detenere fino a 15 grammi di cannabis in casa, 5 grammi fuori. Prevista inoltre l’istituzione di Monopolio di Stato della Cannabis, che fornirà la licenza a negozi dedicati nei quali si potrà acquistare la marijuana come si acquistano le sigarette in tabaccheria, con tanto di  bollo dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli.

Sul ddl pendono oltre 1600 emendamenti, in larga parte presentati dai centristi di Area Popolare. Maurizio Lupi, presidente dei deputati di Ap, dichiara: “Non abbiamo mai condiviso la ratio e l’impianto del provvedimento, sia da un punto di vista strettamente legato alla salute pubblica che al contrasto alla criminalità organizzata: è pertanto giusto che il provvedimento sia tornato in Commissione, luogo deputato alla discussione degli emendamenti”.

Benedetto Della Vedova, esponente di Scelta Civica e già presidente dei Radicali Italiani, promotore dell’intergruppo per la legalizzazione della cannabis, definisce quello di Ap un “ostruzionismo proibizionista”. Accuse che Lupi rimanda al mittente. “Invitiamo tutti al confronto nel merito dei nostri emendamenti – spiega il deputato centrista -, il cui obiettivo è riportare sui giusti binari un provvedimento dannoso, riaffermando due principi cardine secondo cui non esistono droghe innocue, leggere o come le si voglia definire, e l’uso terapeutico è un’altra cosa che invece trova il nostro sostegno sul piano della salute pubblica”.

(a cura di Federico Cenci)

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