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Daily meditation on the Gospel

Pixabay CC0 - PD

Camminare senza stancarsi

Meditazione quotidiana sulla Parola di Dio — Mt 11,28-30

Lettura

Nella Parola di Dio di oggi predomina il tema del riposo. Nel Vangelo è immediato l’invito del Signore ad andare a Lui, per tutti noi che siamo stanchi e oppressi, per ricevere il dono del suo riposo. Non si limita però, solo a chiederci di andare a lui, ma ci chiede anche di condividere il suo carico, che è dolce e leggero. È diverso dal nostro carico, che per sua natura è pesante e faticoso. Insegna, inoltre, la modalità con cui portare questo peso, imparando da Lui a fare propria la sua mitezza e umiltà. Questo ci farà diventare dolce e leggera la fatica della vita, questo ci farà entrare nel suo riposo.

Meditazione

La Parola di Dio di oggi è profondamente consolante. È dolce sentire il Signore che ci invita ad andare a Lui. «Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi». Lui è pronto, ci attende. Non c’è situazione di stanchezza, fatica, dolore che non ha preso o che non continui a prendere su di sé. Vuole stringerci in un abbraccio! Vuole liberarci dalla schiavitù ereditata dai nostri padri! Allora, non c’è da deprimersi, da attingere pace e gioia ad altre fonti, o cercare di risolvere noi, con le nostre forze, problemi e difficoltà. Nel Natale che attendiamo, il Signore viene, e viene per primo; ci chiede semplicemente di andare a Lui per essere pronti all’incontro, per ricevere il suo ristoro. Ci insegna, inoltre, la modalità con cui poter entrare nel suo riposo e ci dà due indicazioni molto semplici. Chiede di prendere su di noi il suo peso, e di imparare da lui a essere miti e umili di cuore. Possiamo farci carico del suo peso perché esso è dolce e leggero, a differenza di quanto invece fanno scribi e farisei che «legano fardelli pesanti e difficili da portare e li pongono sulle spalle della gente, ma essi non vogliono muoverli neppure con un dito» (Mt 23,4). Il suo giogo è la sua Parola, e per viverla non c’è sforzo da fare, ma è da vivere con il suo stile, quello della mitezza e dell’umiltà. Come dice sant’Agostino: «Che cosa impareremo da te? Forse vuoi che impariamo le opere che hai compiute sulla terra? […] Impareremo dunque da te a guarire i lebbrosi, a scacciare i demoni, a mandar via la febbre, a comandare al mare e alle onde, a risuscitare i morti? Nemmeno questo, dice. Di’ dunque, che cosa? Che io sono mite e umile di cuore» (Disc. 70/A).

Preghiera

Signore, tu chiami tutti noi che siamo stanchi e oppressi, affaticati dal peso della vita, a prendere il tuo giogo, a imparare lo stile della tua mitezza e della tua umiltà. Fa’ che, docili al tuo invito, possiamo partecipare alla ricchezza del tuo dono, per attingere nuova forza al nostro cammino.

Agire

A qualsiasi parola dura, provocazione, o incomprensione che mi capiterà durante il giorno, risponderò con calma e dolcezza.

Meditazione del giorno a cura delle Monache Agostiniane – Comunità dei Quattro Santi Coronati di Roma, tratta dal mensile “Messa Meditazione”, per gentile concessione di Edizioni ART. Per abbonamenti info@edizioniart.it

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