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Caltagirone / Wikimedia Commons - trolvag, CC BY-SA 3.0

Caltagirone: i vescovi siciliani affrontano le sfide dell’isola

Assemblea autunnale della Conferenza Episcopale Siciliana (CESI)

I vescovi siciliani, in sintonia con papa Francesco che, incontrando la delegazione dei Sindaci ANCI, ha consegnato tre verbi da rispettare: Accogliere, integrare e dialogare, hanno dettato le norme ed il codice etico per il buon politico: disinteresse personale, lealtà nei rapporti umani, rispetto della dignità della persona umana, senso della giustizia, capacità di accogliere i bisogni dei cittadini e di quanti vivono nel bisogno, rifiuto delle menzogne e della calunnia, forza per non cedere ai ricatti e ai falsi compromessi.

Nel documento redatto a chiusura della sessione autunnale della Conferenza Episcopale Siciliana (CESI), che ha avuto luogo nella diocesi di Caltagirone, i vescovi hanno scritto, riportando un’espressione di papa Giovanni Paolo II “Nel presente momento storico non ci può essere posto per la pusillanimità o l’inerzia. Esse non sarebbero segno di saggezza o di ponderazione, ma piuttosto di colpevole omissione”.

Lasciamo ai pigri e ai vili le vie piane e sicure, scriveva Lucio Anneo Seneca,  i valorosi salgono alle vettee la pusillanimità,  già condannata da papa Pio XII (aprile 1948), sollecita una ripresa di coraggio, di ardore e di coerenza nel popolo cristiano, “falange di Cristo Redentore”.

La costruzione della “casa comune “ regionale ha necessità dei mattoni, del contributo d’idee e di proposte che tutti i cittadini hanno il dovere di dare ed ancor più la Chiesa e i cristiani che ricercano il “bene comune”, “ragion d’essere dell’autorità politica” come si legge sulla “Gaudium et Spes” (n. 74).

Lo spettro dell’astensione va superato mediante un’attiva sensibilizzazione verso il valore della democrazia partecipativa, alla luce del Magistero della Chiesa, “operando un saggio discernimento personale e comunitario dei candidati e dei programmi”.

Nel documento è scritto ancora che ai candidati si chiede competenza, correttezza, e coerenza morale nell’impegno socio-politico-amministrativo con un netto rifiuto delle varie forme di corruzione e di clientelismo, coerenza etica personale.

Nel corso della sessione in chiusura del quinquennio pastorale 2012-2017 sono state rinnovate le cariche, affidando la presidenza della CESI per il quinquennio 2018-2022 a mons. Salvatore Gristina, arcivescovo metropolita di Catania, che il prossimo 3 ottobre celebra il XXV di Episcopato. La vice presidenza è stata assegnata a mons. Michele Pennisi, arcivescovo di Monreale e segretario della CESI è mons. Carmelo Cuttitta.

I problemi della terra di Sicilia: disoccupazione, trascurata formazione professionale, incremento incontrollato dell’immigrazione, dissesto idrogeologico, appaiono ancora aggravati dalla mancanza di stabilità politica e dalla confusione che si sta creando con la campagna elettorale in vista del rinnovo del Governo e dell’Assemblea Regionale.

Gli auspici dei vescovi per una campagna elettorale corretta e leale, attenta ai bisogni concreti della gente, diventano monito che coinvolge la comunità siciliana, nell’operare la scelta dei nuovi amministratori della “cosa pubblica” siciliana, tenendo conto del grave disagio e dissesto che ha fatto registrare la precedente amministrazione.

A conclusione della sessione sono state assegnate le deleghe episcopali e sono stati designati i delegati regionali dei vari settori della pastorale.

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