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Father Federico Lombardi during the Briefing over the Meeting of the Council of Cardinals (C9)

Padre Federico Lombardi, S.I. - Foto © ZENIT

C9: ok dei cardinali sulla nuova Congregazione “Laici, famiglia e vita”

Discusse anche nomine episcopali e programma della Segreteria della Comunicazione. Sul tavolo pure il nuovo dicastero “Carità, giustizia e pace” e il tema degli abusi 

Ci si aspetta sempre grandi passi e grandi rivoluzioni dopo ogni seduta dei nove cardinali consiglieri, il cosiddetto C9 istituito da Francesco per studiare la riforma della Curia romana e aiutare il Papa nel governo della Chiesa universale. Ma le novità sono poi ben poche. 

Ci si dimentica però che ricostituire una macchina di grossa cilindrata e avviata decenni fa come la Curia romana non è un compito affatto semplice. “È sempre un work in progress… Non è che la riforma della Curia, anche dal punto di vista organizzativo, sia da attendersi tutta in una volta, cioè che tutto è studiato sistematicamente, tutto è chiarito contemporaneamente, viene fuori un gran documento e tutto si rinnova allo stesso momento… Si va avanti per gradi e per tappe ed è il Papa poi nella sua libertà e autorità a vedere quando e come ritiene maturi i diversi passi”, ha precisato ancora una volta padre Federico Lombardi, nel briefing di stamane sui lavori autunnali dei nove porporati. 

Da questi il maggiore – e forse unico – elemento di novità che emerge è la quasi definitiva istituzione della nuova Congregazione chiamata “Laici, famiglia e vita”. Una mossa che potrebbe avvenire forse dopo il Sinodo, attraverso un Motu proprio che ne decreterebbe l’istituzione. Sul neo Dicastero è stato ascoltato dai porporati – era assente per motivi “non preoccupanti” di salute il coordinatore Óscar Andrés Rodríguez Maradiaga – il cardinale Dionigi Tettamanzi, incaricato dal Santo Padre nei mesi scorsi per un approfondimento sulla fattibilità del progetto. Al termine delle riflessioni, il C9 ha quindi presentato al Papa una proposta in merito con responso positivo: il progetto è attuabile.

Non si hanno notizie circa i tempi di istituzione della Congregazione che dovrebbe assorbire i due Pontifici Consigli per la Famiglia, guidato da mons. Vincenzo Paglia, e per i Laici, guidato dal card. Stanislaw Rylko, entrambi con sede a Trastevere, e parte della Pontificia Accademia per la vita, che comunque a sopravvivere autonomamente. “I tempi sono quelli del Santo Padre, dipende tutto da lui”, ha detto Lombardi. 

Tantomeno ci sono informazioni su chi potrebbe guidare il ‘ministero’ in questione, nonostante da tempo fosse stata presentata una rosa di nomi che prevedevano peraltro le ipotesi di un laico (anche donna) o di una coppia di sposi. Eventualità che il direttore della Sala Stampa aveva tuttavia escluso, confermando invece la possibile presenza di laici nella Segreteria.

Di pari passo al maxi Dicastero famiglia-laici-vita, il C9 ha ripreso le considerazioni sulla proposta di una nuova Congregazione dedicata a “Carità, giustizia e pace”, in cui dovrebbero essere inglobati i Pontifici Consigli “Cor Unum”, Giustizia e Pace, Migranti, Pastorale Sanitaria. “Le riflessioni sono state portate avanti”, ha spiegato il portavoce vaticano, ma il Consiglio “non ha ancora maturato una proposta conclusiva”.

Importanti valutazioni si sono svolte, invece, circa le procedure per la nomina dei nuovi vescovi, più specificamente “sulle qualità e i requisiti dei candidati alla luce delle esigenze del mondo di oggi, e  sulla relativa raccolta delle informazioni”. Tema che – ha detto il gesuita – “naturalmente dovrà essere approfondito e sviluppato in rapporto ai Dicasteri competenti interessati”. “Le domande in un questionario di 20 anni fa possono essere aggiornate”, ha aggiunto, spiegando che “la scelta di affrontare la questione della nomina dei vescovi è un tema sempre importante e attuale, non necessariamente collegato a qualche evento particolare”.

Sul tavolo dei nove è tornata poi la tematica già proposta nella scorsa sessione di giugno delle questioni attinenti gli abusi su minori. A riguardo, ha spiegato il portavoce della Santa Sede, “si è approfondito in qual modo passare all’attuazione delle proposte fatte, in particolare anche per quanto riguarda la possibilità di un trattazione più rapida dei numerosi casi ancora pendenti”. 

Oltre a Tettamanzi ‘ospite’ del C9 è stato poi il prefetto della neonata Segreteria per la Comunicazione, mons. Dario Viganò, direttore del Ctv, che ha svolto un’audizione sui primi passi compiuti dall’organismo e in particolare sulla nomina di un gruppo di elaborazione degli Statuti della Segreteria stessa. Il gruppo di lavoro, composto da rappresentanti delle istituzioni coinvolte a vario titolo, “è stato costituito e ha già iniziato le attività”, ha detto padre Lombardi, precisando che lo Statuto, “pur tenendo conto della fase progressiva di consolidamento dei vari enti che fanno parte della Segreteria, definisce la struttura del Dicastero ‘a regime’”. 

E mentre si analizzano “gli aspetti giuridici e amministratici” delle attività di comunicazione della Santa Sede, i regolamenti saranno elaborati ed emanati in futuro. Intanto i nove “hanno espresso apprezzamento unanime e hanno ribadito che, nonostante la progressione, si diano da subito linee precise di comportamento alle istituzioni coinvolte”, affinché “la riforma proceda con decisione verso una integrazione e gestione unitaria”, come richiesto dal Motu proprio di giugno.

Rispondendo alle domande dei giornalisti se la gestione delle informazioni che transitano dalla Sala Stampa vaticana dipenderanno o meno dalla neonata struttura o continueranno a dipendere dalla Segreteria di Stato, Lombardi ha risposto che “per quanto riguarda le linee politiche in senso generale, l’informazione dipende dalla Segreteria di Stato. Parolin, Becciu e Gallagher  (rispettivamente segretario di Stato, sostituto, segretario per i Rapporti con gli Stati) sono i referenti per i contenuti sensibili dell’informazione”. Il Dicastero di Viganò ha invece “più compiti di carattere organizzativo”. In ogni caso, ha detto il gesuita, “se in una riorganizzazione del futuro la Segreteria di Stato diventi uno dei canali tramite i quali essa comunica con noi non so… Per ora non c’è nessun cambiamento”.

I cardinali del Consiglio hanno infine ripreso in considerazione una Bozza di preambolo della nuova Costituzione, salutandosi poi per il prossimo appuntamento del 10-12 dicembre.  

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