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C’è un’emergenza: l’uomo

Nell’Encuentro DF a Città del Messico, una carrellata di esperienze culturali, religiose e umane, sullo sfondo del carisma di Comunione e Liberazione

«È la scoperta che la fede c’entra con tutto: musica, arte, politica, economia, educazione». Questo è quanto emerge dal gruppo di amici che ormai da sette anni ogni primo fine settimana di febbraio a Città del Messico dà vita all’Encuentro DF, una manifestazione di musica e dibattiti, promossa dall’associazione culturale La Adventura Umana, con la collaborazione di Donceles 66 e Comunione e Liberazione.

L’evento che si è tenuto il 7 e 8 febbraio quest’anno metteva a tema C’è un emergenza: l’uomo, e ha visto una viva partecipazione di popolo, con persone di tutte le età: dai pensionati agli studenti delle scuole superiori, fino ai bambini con i loro genitori.

Un’esperienza nata nell’estate del 2007 con uno scopo molto preciso: verificare che l’incontro con Cristo porta una ricchezza unica nel vivere e giudicare ogni aspetto della realtà. Nessuno tra quelli che organizza l’Encuentro DF è coinvolto professionalmente in campo culturale, ma tutti si sono resi conto dell’importanza che una proposta come la loro può rappresentare per l’ambiente in cui si trovano a vivere. Costante è la ricerca del dialogo, di un incontro, come recita il titolo della manifestazione, con le persone più diverse.

A dare il via ai due giorni è stata una serata carica di bellezza, grazie alla proposta di quattro giovani che vivono l’esperienza di Comunione e Liberazione all’università. Un flauto, un violoncello, un pianoforte ed una voce narrante hanno proposto Canzoni del compagno di viaggio del compositore austriaco Gustav Mahler.

La delusione d’amore e il bisogno di trovare una risposta per il proprio desiderio di felicità accompagnano tutta l’opera, che, tuttavia, «afferma la positività della realtà dentro al dolore», come ha detto nell’introduzione Jesus, uno dei quattro ragazzi.

La stessa positività che non si è potuta non intravedere nei dibattiti del giorno seguente. Pur nel mettere a tema i problemi concreti e talvolta drammatici, nelle parole dei relatori è sempre emersa l’affermazione di un bene, di una speranza da cui è possibile ripartire. Il primo incontro è stato dedicato all’attualità e al periodo particolare che il Messico sta vivendo.

Nell’ultimo anno sono state approvate alcune riforme in diversi campi, energetico, educativo, finanziario e altri. Riforme che vanno ad incidere concretamente nella vita del popolo messicano e che hanno portato ad un dibattito sociale molto acceso. Di fronte a questo anche in chi organizza l’Encuentro DF è sorto il desiderio di capire e di dare un giudizio, senza cadere in una posizione ideologica.

L’incontro è entrato nello specifico delle questioni energetiche ed educative, guardando ai pro e contro di leggi e riforme. In chiusura del dibattito è sorta una problematica comune ai due campi, dove tuttavia la regolamentazione può agire fino a un certo punto: la corruzione. Per risolverla, si è detto, non basta stabilire obblighi e divieti: c’è bisogno di una società che sia protagonista, c’è bisogno di uomini che, spinti da un ideale, costruiscano il bene comune, non fermandosi a quello individuale. Un cambiamento che non avverrà certo per imposizione, ma solo attraverso l’educazione.

Dopo l’attualità, è stato il tempo delle testimonianze. L’incontro Restituire la propria identità all’uomo. Gesti di umanità nuova ha voluto raccontare di come la vita ordinaria possa diventare straordinaria grazie all’incontro con Cristo. Anche nel dolore, come quello di Eva che, dopo la morte del marito, con due figli da crescere da sola, ha scoperto che il modo affascinante di vivere la fede, conosciuto attraverso gli amici di Comunione e Liberazione, poteva arrivare ad incidere anche nel dramma che aveva colpito la sua vita.

E poi ancora sorprendono le storie di Tiburcio, il cui sguardo sui più poveri ed emarginati è cambiato grazie al coinvolgimento con i gesti di carità che proponeva la sua parrocchia, retta da alcuni sacerdoti missionari della Fraternità San Carlo Borromeo; o di Hugo, che collaborando ad un progetto della Fondazione AVSI, una onlus che si occupa di cooperazione allo sviluppo, ha riscoperto che educazione non vuol dire soltanto istruzione, ma significa farsi carico dell’emergenza umana che ci si trova davanti.

La stessa emergenza richiamata dal titolo della manifestazione e a cui si è voluto dedicare l’incontro conclusivo. Il professor Pablo Castellanos ha ripercorso il cammino che ha portato all’attuale situazione antropologica, per cui oggi la natura dell’uomo viene ricondotta a semplice ingranaggio della successione biologica o dell’evoluzione sociale ed economica.

Ma l’uomo è molto di più e questa riduzione lo lascia ferito, quasi annichilito e disumanizzato. Allora è da questa situazione di assoluto bisogno che è necessario ripartire, esattamente come faceva Gesù. Ma accogliere l’uomo nella condizione fragile in cui si trova è possibile solo se si è stati investiti da «uno sguardo che è espressione di un amore assoluto, incondizionato e gratuito. Se non abbiamo sperimentato un amore così non è possibile abbracciare l’altro, perché non ci abbracciamo nemmeno noi stessi». L’uomo concreto, reale, ferito e sfigurato, non va abbracciato nonostante le sue miserie, ma con tutte le sue miserie. «Ma questo è possibile solo stando di fronte allo sguardo di Cristo».

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