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“C’è tanta povertà, c’è tanta solidarietà”

Messaggio di mons. Luigi Negri, arcivescovo di Ferrara-Comacchio, per l’odierna Giornata Diocesana della Caritas

Faccio mio, a nome di tutta la Diocesi, l’invito che i responsabili della Caritas diocesana vi fanno, in questa domenica della carità, affinché vengano intensificati gli aiuti alla Caritas stessa, per le ingenti necessità di condivisione delle varie forme di povertà, sulle quali le nostre strutture caritative sono impegnate. La povertà è tornata ad essere, come secoli addietro, l’ospite quotidiana della vita delle nostre famiglie, dei nostri gruppi e di tutte le fasce della vita, da quelle dei bambini a quelle degli anziani. Per molti manca il necessario per un sostentamento adeguato, per un minimo di dignità con cui vivere la propria vita, il proprio lavoro, lo spazio dei rapporti sociali. Sembra che la povertà renda uniforme la vita di tutti, almeno della maggior parte, come se in sostanza il problema fosse più una sopravvivenza che non un vita piena di senso, e quindi di dignità, perciò piena di capacità di sacrificio e di azione. La richiesta pressante di questi nostri fratelli uomini è una ferita aperta nella vita della Chiesa diocesana, della nostra comunità, delle famiglie e della vita di ciascuno. Accettiamo fino in fondo la provocazione di questa ferita e riscopriamo la grande virtù cristiana e laica della solidarietà. Chiunque può dare, ragionevolmente e legittimamente, dia e dia con generosità, perché Dio predilige il figlio che offre generosamente.

Da quando sono qui fra voi mi sono reso conto che non soltanto la Chiesa di Ferrara-Comacchio, ma anche la società ha una straordinaria sensibilità dal punto di vista della capacità di coinvolgimento con le povertà. È anche una capacità di creare forme, strutture e iniziative che rendono sempre più stabile ed efficace questo impegno. Di tutta questa azione gratuita al servizio della povertà, perché venga almeno lenita, vi debbo dare atto e vi debbo ringraziare sentitamente uno per uno. La Chiesa di Ferrara-Comacchio si fa carico di un ingente quantità di necessità di ogni tipo, e le risorse sono ormai quasi inesistenti, perciò la vostra generosità è necessaria anche perché la Chiesa diocesana possa far fronte a queste situazioni di bisogno.

Permettetemi però di dire anche un’altra cosa, ultima ma non meno importante di quelle che ho detto finora: c’è tanta povertà, c’è tanta solidarietà, e io mi auguro che la solidarietà si incrementi e che lasci anche tanta ricchezza, quella ricchezza che fa procedere nella vita chiusi ai bisogni degli altri e rinchiusi nel proprio benessere, che molte volte è ostentato pubblicamente in modo indecoroso. C’è un lusso, espresso in molte forme, che stride con la povertà di cui abbiamo parlato. C’è una fascia della nostra comunità ecclesiale e una fascia della nostra società che deve essere richiamata a una maggiore sobrietà di vita e, soprattutto, ad una generosità di cui fino ad ora non ha dato prova. Credo che questo ingresso, fra gli operatori della carità, di gente che fino ad ora ha rischiato di pensare solo a se stessa sia un miracolo che dobbiamo chiedere con fiducia alla Madonna delle Grazie; perché ci sono momenti in cui soltanto l’accadere di miracoli fra di noi ci conferma che il Signore non ci abbandona e ci segue nonostante i nostri errori e le nostre infedeltà. 

Vi benedico tutti di cuore.

+ Luigi Negri
Arcivescovo di Ferrara-Comacchio e Abate di Pomposa

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