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Card. Reinhard Marx

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Brexit, riforma luterana e Amoris Laetitia al centro della Plenaria dei vescovi tedeschi

Conclusa a Fulda l’assemblea dei presuli che hanno riflettuto anche sul fenomeno migratorio e la situazione dei cristiani in Medio Oriente

“C’è sempre meno fiducia nell’opinione pubblica che l’Europa sia in grado di dare risposte alle sfide politiche attuali, dopo che gli egoismi nazionali e la mancanza di disponibilità al compromesso da parte degli Stati membri hanno portato l’Ue a una profonda crisi”. Questa nella lettura dei vescovi tedeschi la situazione dell’Europa del dopo Brexit. Lo riferisce il loro presidente e cardinale di Monaco Reinhard Marx che in una conferenza stampa, ieri – informa il Sir – ha presentato i risultati dei lavori dell’Assemblea plenaria che si è appena conclusa a Fulda.

“Brexit pone molte domande per la sopravvivenza e lo sviluppo dell’Ue”, dicono i vescovi che, tornano a “sottolineare il significato dell’Ue come progetto di pace e di riconciliazione” e rinnovano il loro impegno “a prendere parte in modo attivo al dibattito sul futuro dell’Ue” e a “continuare a lavorare con decisione per l’integrazione europea come progetto di pace e di unità”.

Tra le questioni discusse dai vescovi anche il dibattito che li “preoccupa molto” sull’opportunità di “rendere possibile la sperimentazione farmaceutica su persone incapaci di intendere e di volere”, per scopi di ricerca di fatto “non orientati a progressi nella lotta contro malattie quali la demenza”, denunciano i vescovi. Al vaglio della Plenaria anche un testo di prossima pubblicazione su ”Formazione ai media e giustizia partecipativa” riguardo le sfide della digitalizzazione.

L’Assemblea di Fulda ha poi stilato anche un calendario con diversi importanti appuntamenti con cui i cattolici e gli evangelici tedeschi vivranno i momenti comuni di commemorazione dei 500 anni della Riforma di Martin Lutero: 9 vescovi cattolici e 9 della Chiesa evangelica andranno in pellegrinaggio in Terra Santa dal prossimo 16 al 22 ottobre, “per rinnovare il loro impegno alla sequela di Gesù nonostante le divisioni”. Un secondo momento sarà incentrato sulla Sacra Scrittura, a febbraio 2017, per fare memoria del “Cristo che si è fatto Parola di Dio”. A marzo a Hildesheim si terrà una solenne “celebrazione di riconciliazione” e si cercherà la “reciproca comprensione” degli sviluppi ecclesiali derivati dalla Riforma.

“Il 2017 sarà vissuto come una festa comune di Cristo” per mettere in luce, attraverso le iniziative congiunte “i diversi aspetti della comune fede cristiana”, ha commentato il cardinale Marx. Questi momenti, ha aggiunto, potranno “dare la forza ai cristiani per affrontare le sfide di oggi nella società” e saranno oggetto di un incontro ecumenico nel settembre 2017, organizzato dagli organismi episcopali e laicali delle due Chiese tedesche. Sempre sul piano dell’ecumenismo pratico, i presuli tedeschi hanno discusso anche delle possibilità di cooperazione tra cattolici ed evangelici per l’insegnamento della religione nelle scuole, visto il calo numerico degli studenti.

Spazio nella Plenaria anche alla esortazione apostolica post-sinodale Amoris Laetitia, che l’Assemblea “apprezza per il suo significato teologico e pastorale” e perché “dà un nuovo impulso sui temi che i vescovi tedeschi dovranno affrontare”. Per i vescovi il documento è in stretto collegamento con “lo sviluppo teologico che Papa Francesco offre come stimolo all’evangelizzazione” ed è una “porta” aperta per una “pastorale esigente” anche in relazione a “un modo diverso di affrontare la situazione dei divorziati risposati”.

Nel prossimo futuro si lavorerà in Germania su come “tradurre nella pastorale il documento”, ha annunciato Marx. Durante i lavori ai 66 vescovi presenti è stata presentata inoltre la nuova traduzione interconfessionale della Bibbia, frutto del lavoro di circa dieci anni e della collaborazione di quasi 50 esegeti. Come di consueto c’è stato un aggiornamento sulla situazione dei rifugiati: nei primi 7 mesi del 2016 le 27 diocesi hanno devoluto 52,2 milioni di euro a progetti in patria, 27,3 milioni nelle regioni in crisi. 28.000 sono i rifugiati accolti in strutture ecclesiali in Germania. Ospite dei vescovi tedeschi è stato l’arcivescovo cattolico caldeo di Erbil Bashar Warda che ha riferito della drammatica situazione dei cristiani in Iraq e ha ringraziato per l’aiuto economico ricevuto dalla Germania.

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