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Foto: Wilson Dias/ABr

Brasile. Card. Assis: “Il nuovo governo abbia sensibilità sociale”

L’arcivescovo di Aparecida commenta la delicata situazione nel paese dopo la destituzione della presidente Dilma Rousseff

Nel tormentato momento politico e sociale che sta attraversando il Brasile, l’auspicio della Chiesa è che “il nuovo governo abbia una grande sensibilità sociale”.

Lo ha dichiarato in una intervista alla Radio Vaticana, il cardinale Raymundo Damasceno Assis, arcivescovo di Aparecida, commentando le vicende legate alla destituzione della presidente Dilma Rousseff, a seguito di impeachment votato a larghissima maggioranza dal Senato, cui è seguito il giuramento del nuovo capo dello Stato, Michel Temer.

La transizione attuale, ha detto il porporato, si presenta come un processo “traumatico per la popolazione” e c’è da augurarsi che “i diritti già acquisiti dagli operai ed i programmi sociali che il governo precedente aveva sviluppato, siano mantenuti”.

Nonostante “qualche sbaglio”, dovuto in particolare all’eccessivo stimolo al consumo, che ha squilibrato le finanze del paese, il governo Rousseff, ha riconosciuto Assis, “ha compiuto un grande sforzo per aiutare la popolazione più povera” e tale “sensibilità” dovrà essere “mantenuta nel nuovo governo”. L’aspetto preoccupante, ha puntualizzato il cardinale, è il piano del parlamento per “congelare le spese sociali”.

L’arcivescovo di Aparecida ha quindi messo in guardia dalla “corruzione” e ha auspicato lo sviluppo di una “cittadinanza attiva”, con una popolazione più responsabile del mandato nei confronti degli eletti e in grado di vigilare con più vigore nei confronti delle “promesse fatte al momento della campagna elettorale e che dopo svaniscono”.

Rievocando la visita di papa Francesco in Brasile, in occasione della GMG di Rio 2013, il cardinale Assis ha ricordato le parole del Pontefice di tre anni fa, quando spiegò che “ogni persona ha bisogno di tre cose in particolare: lavoro, casa e terra”. In questo senso, la Chiesa si preoccupa in particolare di “diritti umani”, “educazione” e “salute”, e “non può sfuggire a questa sua missione di risvegliare le coscienze dei politici, la loro coscienza morale, etica e la loro sensibilità per i più poveri”.

Ai fini di questo lavoro di formazione e sensibilizzazione delle coscienze, la Dottrina Sociale della Chiesa “può dare un grande contributo allo sviluppo del Brasile, con la giustizia sociale e la pace per tutti”.

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