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Bielorrusia più vicina a Roma, dopo il viaggio del Cardinal Bertone

Intervista con monsignor Tadeusz Kondrusiewicz, Arcivescovo di Minsk-Mohilev

di Włodzimierz Rędzioch

ROMA, giovedì, 17 luglio 2008 (ZENIT.org).- Quest’anno, in occasione della festa dei santi Pietro e Paolo, tra i 40 Arcivescovi metropoliti che hanno ricevuto il pallio dalle mani di Benedetto XVI c’era anche monsignor Tadeusz Kondrusiewicz, Arcivescovo di Minsk-Mohilev.

La cerimonia nella Basilica di San Pietro si è svolta qualche settimana dopo la storica visita del Segretario di Stato vaticano in Bielorussia. La visita del Cardinale Tarcisio Bertone nel Paese slavo si è svolta in un’anno particolare per la storia della Chiesa cattolica.

Quest’anno, infatti, si celebrano diverse ricorrenze: il 500° anniversario della fondazione della prima parrocchia cattolica a Minsk; il 225° anniversario della creazione dell’arcidiocesi di Mohilev (allora questa enorme diocesi cattolica copriva tutto l’Impero russo estendendosi dal Mar Baltico fino all’Estremo Oriente); il 210° anniversario della fondazione della diocesi di Minsk.

Per celebrare questi significativi anniversari, l’Arcivescovo Kondrusiewicz ha organizzato una conferenza storico-religiosa per ricordare le ricche ma anche tragiche sorti della Chiesa cattolica in Bielorussia: per la conferenza si è scelto un motto molto esplicito: “Le porte degli inferi non prevarranno contro di essa” (Mt 16, 18).

Ma l’evento più importante per la Chiesa cattolica bielorussa è stato, senz’altro, la visita del Segretario di Stato vaticano. All’Arcivescovo di Minsk-Mohilev ZENIT ha chiesto di fare qualche riflessione circa tale visita, che insieme con la capitale ha toccato le città di Grodno e Pinsk.     

Eccellenza, il Cardinale Bertone ha cominciato il suo viaggio ufficiale nel suo Paese visitando la sede della “Caritas”. Come interpreta questo fatto? 

Arcivescovo Kondrusiewicz: La prima enciclica di Benedetto XVI s’intitola “Deus caritas est”. Questo vuol dire che le opere di misericordia – non soltanto la predicazione della Parola di Dio e l’amministrazione dei sacramenti – hanno un ruolo importantissimo nell’azione della Chiesa.  Allora il Cardinale Bertone, visitando il centro della “Caritas”, dove offriamo aiuto ai bambini malati di cancro e alle loro famiglie, voleva far vedere alla gente che la Chiesa vive compiendo le opere di carità.   

Il Segretario di Stato è stato invitato anche all’Università statale di Minsk: è un altro fatto molto significativo…

Arcivescovo Kondrusiewicz: Si sa che il Cardinale Bertone per 28 anni è stato professore universitario, perciò c’era un interesse a conoscerlo anche negli ambienti della scienza. Per questo motivo è stato invitato all’Università dove ha tenuto una conferenza intitolata: “Come parlare della fede ai giovani d’oggi? Il rapporto tra fede e scienza”. L’aula era strapiena di professori e studenti, ma anche di seminaristi venuti da Grodno. Devo sottolineare che l’intervento ha avuto una grande eco nel Paese e spero che servirà da stimolo per i nostri intellettuali.

La visita del Cardinale ha avuto molti accenti pastorali. Come è stata la reazione dei fedeli alla visita?

Arcivescovo Kondrusiewicz: Voglio sottolineare che la visita ha mobilitato i nostri fedeli. Dappertutto le folle aspettavano l’illustre ospite venuto dal Vaticano. Le nostre chiese erano troppo piccole per contenere tutti i fedeli accorsi per incontrarlo, per salutarlo. La gente spesso con le bandierine si metteva anche lungo le strade che percorreva la sua macchina. Il programma pastorale della visita era molto ricco. Il 21 giugno si è svolto un incontro con i giovani sulla piazza dove si sta costruendo una chiesa (per il momento lì c’è solo una cappella), che sarà dedicata a san Giovanni Battista. Penso che per un Cardinale salesiano l’incontro con tremila giovani che pregavano e cantavano è stato un momento importante.  Il giorno dopo il Cardinale Bertone ha visitato la chiesa di san Simone e sant’Elena, ed ha celebrato la santa Messa nella cattedrale di Minsk, che è stata trasmessa – evento eccezionale dalla televisione di Stato.      

Il momento più commovente della visita?

Arcivescovo Kondrusiewicz: Per me personalmente il momento più commovente è stata la benedizione da parte del Cardinale della pietra angolare per una nuova chiesa, la prima dopo 100 anni, che si costruisce a Minsk!   

Alcuni osservatori hanno notato che il Cardinale Bertone si è incontrato anche con i rappresentanti della comunità greco-cattolica…

Arcivescovo Kondrusiewicz: In Bielorussia ci sono dei greco-cattolici, anche se non numerosi. Perciò ci sembrava giusto organizzare un incontro con loro: quest’ incontro si è svolto a Minsk. Devo dire che è stato un fatto significativo perché per la prima volta tutta l’opinione pubblica in Bielorussia è stata informata circa la presenza di questa comunità.       

In Bielorussia c’è un’importante Chiesa ortodossa…

Arcivescovo Kondrusiewicz: Noi, cattolici, abbiamo degli ottimi rapporti con la Chiesa ortodossa: due sacerdoti cattolici insegnano alla Facoltà di Teologia ortodossa. Anch’io vengo invitato dagli ortodossi per varie conferenze ed incontri, e viceversa.

Il Segretario di Stato ha incontrato il Metropolita ortodosso Filarete: è un evento importante che può dare un ulteriore impulso alle relazioni cattolico-ortodosse. 

Il Segretario di Stato di Sua Santità è stato invitato in Bielorussia non soltanto dalle autorità ecclesiastiche ma anche statali e la visita ha avuto una dimensione diplomatica e politica di grande rilievo. Cosa possiamo dire di questo aspetto del viaggio?

Arcivescovo Kondrusiewicz: La visita del Cardinale Bertone ha avuto una dimensione pastorale ed ecumenica, cioè ecclesiale, ma anche politica: il più stretto collaboratore di Benedetto XVI  ha incontrato il Presidente della Repubblica e i rappresentanti del governo, compreso il Ministro degli Esteri e il Responsabile dei Culti e delle Minoranze Etniche. Già prima della visita del Cardinale, sono stato contattato dal Responsabile dei Culti e delle Minoranze Etniche per parlare della stabilizzazione dei rapporti tra lo Stato e la Chiesa cattolica, cioè di un accordo.

Durante l’incontro tra il Segretario di Stato e il Ministro degli Esteri si è toccato anche questo argomento. La parte bielorussa dava come esempio l’accordo tra la locale Chiesa ortodossa e lo Stato, ma il Cardinale ha spiegato che la realtà della Chiesa cattolica è diversa e che un accordo tra la Chiesa cattolica cioè la Santa Sede ed uno Stato è un accordo di carattere internazionale. Dopo, sulla base di tale accordo, la locale Conferenza episcopale potrebbe firmare degli accordi particolari con lo Stato.

Le autorità statali hanno preso nota di questo fatto e bisogna sperare che, prima o poi, si arriverà a tale accordo: sarebbe un fatto importante che permetterebbe alla Chiesa cattolica di avere nella società bielorussa il posto che le spetta, tenendo conto della sua storia e del suo contributo alla vita della gente.     

I media parlavano di un invito del Papa in Bielorussia…

Arcivescovo Kondrusiewicz: Poter avere il Papa tra noi è il sogno di tutti i cattolici bielorussi (anche Giovanni Paolo II avrebbe voluto compiere un viaggio apostolico in Bielorussia, ma allora non fu possibile). Adesso non ci sono più ostacoli da parte delle autorità: il Presidente in persona ha invitato Benedetto XVI a visitare il nostro Paese (ero presente quando, durante l’incontro con il Cardinale Bertone, Lukaszenka ha pronunciato le parole: “Invito il Papa”). Speriamo bene! 

Come valuta il bilancio della visita? 

Arcivescovo Kondrusiewicz: Il Segretario di Stato, venendo in Bielorussia, ha fatto un grande regalo alla Chiesa cattolica del nostro Paese. Sono convinto che la visita porterà tanti frutti spirituali. Invece, sul piano politico, penso che i contatti d’alto livello tra i rappresentanti del nostro governo e del Vaticano possano segnare una nuova pagina nelle relazioni tra la Bielorussia e la Santa Sede e anche scrivere una nuova pagina nella storia della nostra Chiesa.

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