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Bianca racconta

La generosità per il povero è raccomandata da Dio già nel Deuteronomio

Bianca racconta: Nani coltivava con vera passione una fiorente campagna. Alla stagione della raccolta si faceva logicamente aiutare. Si era però riservato un campo in cui raccogliere i frutti, lasciandone in grande quantità sul terreno e sugli alberi. “Alle famiglie povere e numerose voglio riservare una spigolatura abbondante”.  

Anche mia nonna Rosa, rimasta vedova con tre figli, si trovava a beneficiare di quella provvidenza. Quel lavoro era gratificante, ma anche faticoso, tanto che il suo bambino Bepino, pur contento di spigolare, non nascondeva la fatica invitando: “Smettiamo, mamma, andiamo a casa; così lasciamo qualcosa anche ad altri più poveri di noi”.

Su quest’onda, Agostino aggiunge che a Giazza, durante l’estate i prati sono coltivati gelosamente alla fienagione. Ma osserva che, proprio vicino a casa sua, l’erba di un prato, per tutto il mese di ottobre, era lasciata libera dal taglio per essere “spigolata” dalla fame di greggi che passavano da quelle parti.

Questi gesti di bontà raccontati mi stupiscono anche perché mi richiamano alla mente una riga della parola di Dio che, nel Deuteronomio, raccomanda e loda in questi termini la generosità verso il prossimo bisognoso: “Se mietendo il tuo campo avrai dimenticato qualche mannello, ti comando di non tornare indietro a prenderlo o bacchiando i tuoi ulivi, non tornare a ripassare i rami. Tutto sarà per il forestiero, l’orfano e la vedova. Il Signore ti benedirà in ogni tuo lavoro”.

Ciao da p. Andrea

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