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Bernardino da Siena, il santo del bene comune

Un esempio per politici e amministratori

di Antonio Gaspari

ROMA, mercoledì, 6 luglio 2011 (ZENIT.org).- Pochi sanno che Bernardino da Siena non fu solo un santo padre dell’Ordine dei Frati Minori e che dalle sue prediche volgari traspare un messaggio civile, politico ed economico di valore eccelso.

Dal libro “San Bernardino da Siena. Antologia delle prediche volgari” curato da Flavio Felice e Mario Fochesato ed edito dalla Cantagalli, emerge che l’amore di Cristo, insieme alla carità che ne scaturisce, sono i fondamenti di ogni possibile agire politico ed economico.

E’ impressionante scoprire l’attualità, la saggezza e la lungimiranza delle prediche volgari di san Bernardino da Siena.

I sermoni svolti dal santo su temi come i doni del Creatore, la coscienza, l’unione fraterna, il buon governo, il timor di Dio, l’elemosina e la pace potrebbero fornire un dizionario di riflessione per uomini politici e amministratori.

Già autore di un trattato di economia “Sui contratti e l’usura”, nel 1425 e poi nel 1427 san Bernardinovenne inviato a Siena da Papa Martino V a predicare al popolo per porre fine ai continui dissidi fra le diverse fazioni.

La fama e la rilevanza delle sue prediche era tale che nessuna chiesa riusciva a contenere le persone che accorrevano ad ascoltarlo, così che a Siena venne allestito un altare in Piazza del Campo.

Come precisa Mattia Fochesato nella prefazione al volume, le prediche di san Bernardino tratteggiano una nuova dottrina civile attraverso temi di grande importanza e complessità come l’amore per il prossimo, la cura della comunità, la ricerca del bene comune, le regole della buona mercanzia, l’importanza della preghiera.

Spiegava san Bernardino che l’uomo è destinato a partecipare alla gloria di Dio, e che l’amore di Cristo è un dono la cui caratteristiche sono “grandissima ricchezza; grandissima bellezza e grandissima sapienzia”.

Nelle riflessioni che riguardano la Coscienza, il santo sottolinea che Dio ha creato l’individuo per “il bello, il giusto ed il vero” ed è questa la strada per “conoscere la propria umanità” e per “costruire la propria esistenza e la propria relazione con gli altri uomini”.

Secondo san Bernardino, il riconoscimento dell’amore di Dio verso gli uomini, rappresenta il pilastro della nuova vita della comunità, perchè implica la condivisione fraterna, la solidarietà ed il sostegno reciproco degli individui, il vero amore tra uomo e donna, la volontà di risolvere le controversie.

“Per questo motivo – rileva il santo – la carità deve essere fondamento anche dell’agire di coloro che sono stati scelti per la guida della comunità”.

A questo proposito Fochesato ricorda che san Bernardino invitava i senesi a “cercare e riconoscere i segni della carità di Dio nella propria vita, perchè solo così è possibile per l’uomo la rinascita individuale e il fondamento di una nuova e giusta vita sociale”.

Le prediche del santo sono brillanti, sagaci e anche divertenti. Scritte con il linguaggio toscano del tempo, risultano oggi un vero e proprio tesoro da cui attingere insegnamenti di vita.

In merito alla condotta di vita per esempio, san Bernardino ha scritto: “Non basta astenersi dal male, se non fai l’operazioni buone”. Sulla condivisione: “Oh quanto è buono e quanto è giocondo abitare e fratelli in uno”.

Per spiegare il perdono, san Bernardino riprende Seneca il quale sosteneva che “la miglior vendetta è il perdono” e poi aggiunge che il perdono conviene per “magnanimità, per santa vendetta, per tua utilità e per eccellenza di carità”.

Sull’elemosina san Bernardino afferma che “se vuoi che la tua robba multipli, usa di dare limosine” e soprattutto “quando tu dai la limosina dalla con allegrezza”.

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