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Benvenuto a Torino, Santità!

L’arcivescovo di Torino, monsignor Cesare Nosiglia ha illustrato gli ultimi dettagli sull’incontro con papa Francesco

Il centro storico di Torino si trasforma in una “grande basilica all’aperto, simbolo di una Chiesa senza confini”. Lo ha dichiarato il custode pontificio della Sacra Sindone, monsignor Cesare Nosiglia.

“Il Papa viene per incontrare tutti i cuori di Torino, città che coltiva da sempre un’anima religiosa profonda e che, grazie alla carità dei suoi abitanti, ha  saputo accogliere l’arrivo di nuovi cittadini dall’Est Europa o dalle zone del mondo più in difficoltà”, ha aggiunto Nosiglia.

Tutta la comunità  vuole  incontrare Francesco. È stata raccolta anche una cifra molto importante  che il presule stesso consegnerà al Papa al termine della Messa di Domenica per “esprimere l’attenzione, la simpatia per Francesco, il ringraziamento per aver promosso l’Ostensione, ma rappresenta anche la generosità della gente, la capacità di mobilitarsi e di essere solidale”.

Tuttavia l’attenzione del Pontefice vuole continuare a privilegiare i più umili e le persone comuni: di qui il programmato incontro con un’operaia in cassa integrazione, con un imprenditore che ha attraversato la crisi promuovendo con i suoi dipendenti un cammino condiviso di solidarietà reciproca, e con un giovane agricoltore  che ha fatto la scelta di mantenere viva l’azienda di famiglia, malgrado tante difficoltà.

Un pensionato, un rifugiato della Liberia porteranno all’altare, allestito in Piazza Vittorio, tra gli altri doni il pane e il vino con una famiglia italiana e un’altra proveniente dal Congo.

Il Papa accoglierà a pranzo, sempre domenica 21 giugno, i giovani detenuti del Carcere minorile “Ferrante Aporti” e alcuni immigrati e senza fissa dimora. Raggiungerà poi il Cottolengo, la Piccola Casa della Divina Provvidenza, per incontrare i malati e benedirli singolarmente, nella giornata mondiale della Sla.

Infine, Francesco, pellegrino alla Sindone e sulla Tomba di don Bosco, lunedì 22 giugno dialogherà con la Chiesa Evangelica Valdese che a Torino e nelle valli alpine ha mantenuto una presenza secolare e che oggi conta circa 24000 membri sparsi in tutta Italia.

“C’è un segno straordinario, in questa visita, ed è la Sindone – ha concluso il presule -. In queste settimane abbiamo accompagnato in Duomo centinaia di migliaia di persone. E da loro abbiamo imparato moltissimo in termini di ascolto, di silenzio, di preghiera, di gioia”.

Il pellegrinaggio al Sacro Telo, che il Papa viene a concludere, è davvero un momento di grazia e di speranza per la Chiesa e per la città, come è stato anche precisato da Elide Tisi, presidente del Comitato organizzatore dell’Ostensione e Vicesindaco di Torino.

Quell’Amore più grande scelto come motto per l’Ostensione è anche la benedizione che invochiamo per la nostra vita e su Torino. La visita di Papa Francesco andrà dunque ben al di là di un evento confessionale, perché stimolerà e si rivolgerà a tutte le componenti, anche laiche e istituzionali, e al mondo del volontariato e soprattutto all’intera popolazione”.

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Per tutte le informazioni sugli spostamenti del Santo Padre: http://www.sindone.org/diocesitorino/s2magazine/index1.jsp?idPagina=23930

 

 

 

 

 

 

 

 

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