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Benedetto XVI: Giovanni Paolo II, un missionario contemplativo

Proiettato il documentario “Pellegrino vestito di bianco”

CITTA’ DEL VATICANO, domenica, 10 aprile 2011 (ZENIT.org).- Giovanni Paolo II non è stato solo un missionario, ha spiegato Benedetto XVI. Il suo zelo apostolico si spiega grazie alla preghiera, ha aggiunto il suo successore e stretto collaboratore per oltre due decenni.

Il Papa ha tracciato un breve e personale profilo di Karol Wojtyła assistendo alla proiezione del documentario “Pellegrino vestito di bianco” (http://www.jp2szukalemwas.pl), diretto dal regista polacco Jarosław Szmidt e considerato una delle più importanti produzioni nella storia dei documentari polacchi.

Dopo la proiezione, il Vescovo di Roma ha sottolineato “i due cardini” della vita e del ministero del futuro beato: “la preghiera e lo zelo missionario”.

“Giovanni Paolo II è stato un grande contemplativo e un grande apostolo di Cristo. Dio lo ha scelto per la sede di Pietro e lo ha conservato a lungo per introdurre la Chiesa nel terzo millennio”, ha affermato riferendosi alle parole che il Cardinale Stefan Wyszyński, primate della Polonia, disse al momento dell’elezione a Karol Wojtyła: “A te far entrare la Chiesa nel Terzo Millennio”.

“Con il suo esempio, lui ci ha guidati tutti in questo pellegrinaggio e adesso continua ad accompagnarci dal Cielo”, ha aggiunto il Papa, con un’espressione che ha ricordato le parole che pronunciò durante l’omelia dei funerali di Giovanni Paolo II.

L’8 aprile 2005, infatti, il Cardinale Joseph Ratzinger disse: “Per tutti noi rimane indimenticabile come in questa ultima domenica di Pasqua della sua vita, il Santo Padre, segnato dalla sofferenza, si è affacciato ancora una volta alla finestra del Palazzo Apostolico ed un’ultima volta ha dato la benedizione Urbi et orbi. Possiamo essere sicuri che il nostro amato Papa sta adesso alla finestra della casa del Padre, ci vede e ci benedice. Sì, ci benedica, Santo Padre”.

“Pellegrino vestito di bianco” è una produzione di quasi 4 ore realizzata in 12 Paesi di 4 continenti, intervistando più di 50 persone.

Monsignor Slawomir Oder, postulatore della causa di beatificazione di Giovanni Paolo II, ha dichiarato che il documentario rappresenta una dimostrazione di ciò che emerso nel processo di beatificazione.

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