Dona Adesso
Cardinal Gualtiero Bassetti

Fonte: Arcidiocesi di Perugia-Città della Pieve

Bassetti: “A Firenze auspico una discussione franca e libera”

Il cardinale arcivescovo di Perugia individua un filo rosso che lega l’ultimo Sinodo al Concilio Vaticano II e al prossimo Convegno Ecclesiale Nazionale

Proprio come al Sinodo sulla famiglia, terminato una decina di giorni fa, al Convegno Ecclesiale Nazionale (Firenze, 9-13 novembre 2015), i vescovi si confronteranno con parresia, ovvero in modo franco e libero, come suggerito da papa Francesco. Ad auspicarlo è il cardinale Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve, già vicepresidente della Conferenza Episcopale Italiana.

Interpellato da ZENIT, per un commento a freddo sull’assemblea sinodale, il porporato ha definito “chiacchiere da osteria” l’insistenza mediatica sulle divisioni tra i padri e sulle contestazioni contro il Pontefice. Per quanto riguarda invece il Convegno di Firenze, Bassetti vi intravede una grande occasione per la riscoperta di un umanesimo cristiano contro tutte le forme di “morte ontologica” dell’uomo e della sua desolante subordinazione alle leggi dell’economia, della scienza e della tecnologia. L’intervento del Santo Padre, infine, secondo l’arcivescovo di Perugia, quantunque imprevedibile, com’è nello stile di Francesco, sarà ispirato per il bene della Chiesa italiana.

***

Eminenza, a una decina di giorni dalla sua conclusione, qual è la ricchezza più grande che possiamo attingere dal Sinodo sulla famiglia ed in particolare dalla relatio finale?

Penso che una delle ricchezze più grandi che ci lascia in eredità questo Sinodo sia una pastorale familiare ispirata allo sguardo del Buon Samaritano: uno sguardo che, prima di tutto, vede la famiglia nella sua reale e concreta quotidianità senza lasciarsi illudere da una serie di formulazioni ideali o astratte. E poi, in secondo luogo, questo sguardo dà vita ad una pastorale che, riuscendo a cogliere le ricchezze e le sofferenze delle famiglie moderne, si prefigge di accogliere, guarire e integrare gli uomini e le donne di oggi all’interno della comunità ecclesiale. Insomma, è evidente sia il richiamo evangelico che lo stretto connubio con il Concilio Vaticano II.

I media hanno sottolineato soprattutto il “lato oscuro” del Sinodo: divisioni sulla dottrina e sulla pastorale, confronti serrati tra i padri, vere o presunte contestazioni al Santo Padre, ambigue interpretazioni della relatio. Quanto c’è di vero o di falso in questa lettura degli eventi?

Come ho avuto occasione di ripetere più volte, non c’è alcun “lato oscuro” del Sinodo e nessuna presunta dietrologia politica. Eventualmente c’è stata parresia, cioè un modo di parlare chiaro e franco, che è proprio quello che ha richiesto il Papa ai padri sinodali. Ci sono state, ovviamente, com’è giusto che sia, sensibilità e opinioni diverse. Ma questa è l’assoluta normalità. Questo è quello che accade da duemila anni. La Chiesa è storicamente un corpo vivo in cui ci sono personalità con storie e culture differenti. Tutti, però, siamo chiamati a realizzare il testamento di Gesù: “Ut omnes unum sint”. Scriveva San Bernardo abate che “il mondo si agita, il corpo fa sentire il suo peso, il demonio insidia” ma io “non cado perché sono stabilito sulla roccia”. Cristo è la nostra roccia, la Chiesa si fonda proprio su questa roccia inscalfibile e noi siamo solo dei servi inutili. Tutto il resto sono chiacchiere da osteria…

Siamo alla vigilia del Convegno Ecclesiale Nazionale di Firenze: quali sono i punti di forza o di debolezza della Chiesa italiana che, a suo avviso, emergeranno nel corso dell’assemblea?

Si parlerà di nuovo umanesimo a Firenze, che è storicamente la patria dell’umanesimo, quindi, sono sicuro che ci sarà un dibattito ricco di suggestioni e di riflessioni originali. La Chiesa italiana, nonostante le difficoltà, è ancora una Chiesa di popolo, presente in ogni angolo del Paese e può dare moltissimo alla Chiesa Universale e al Paese. Personalmente auspico che, al di là dei momenti celebrativi, ci sia una discussione franca e libera, da cui poter attingere per formulare un’idea guida che sappia ispirare la Chiesa italiana per i prossimi 10 anni. Il programma mi sembra molto incoraggiante.

Il tema del convegno sarà In Gesù Cristo il nuovo umanesimo: in che termini la Chiesa può contribuire a riumanizzare la società?

La Chiesa è, come Cristo, “lumen gentium”, luce per l’umanità. Gesù è una persona e non una filosofia. La riscoperta di un neopersonalismo, secondo me, è centrale per ogni discorso sull’uomo e sul creato. Oggi abbiamo, da un lato, un’economia che valorizza il profitto e si dimentica la dignità dell’essere umano; e dall’altro lato, una tecno-scienza che finisce per scomporre l’uomo, fino a dichiararne la sua morte ontologica e il suo superamento. La prospettiva dell’uomo cyborg, della robotica e delle neuroscienze rappresentano dei temi di riflessione importantissimi. L’umanesimo cristiano è dunque oggi fondamentale. Se noi riprendiamo in mano quanto scrivevano i vari Mounier, Maritain, De Lubac e Guardini a metà Novecento, ci accorgeremo subito che era già stato tutto previsto. E che la vera mutazione antropologica non nasce oggi ma più di 50 anni fa.

Il 10 novembre è atteso l’intervento del Santo Padre: quali sono i temi che potrebbe affrontare e, in ogni caso, in che misura il Pontefice potrebbe orientare i lavori del Convegno Ecclesiale?

Sfido chiunque a poter prevedere cosa dirà il Papa nel suo intervento. L’imprevedibilità e l’originalità sono due tra le maggiori doti di Francesco. Facciamoci sorprendere dal Santo Padre e dall’azione dello Spirito Santo che senza dubbio lo saprà ispirare per il bene della Chiesa italiana.

About Luca Marcolivio

Roma, Italia Laurea in Scienze Politiche. Diploma di Specializzazione in Giornalismo. La Provincia Pavese. Radiocor - Il Sole 24 Ore. Il Giornale di Ostia. Ostia Oggi. Ostia Città (direttore). Eur Oggi. Messa e Meditazione. Sacerdos. Destra Italiana. Corrispondenza Romana. Radici Cristiane. Agenzia Sanitaria Italiana. L'Ottimista (direttore). Santini da Collezione (Hachette). I Santini della Madonna di Lourdes (McKay). Contro Garibaldi. Quello che a scuola non vi hanno raccontato (Vallecchi).

Share this Entry

Sostieni ZENIT

Se questo articolo ti è piaciuto puoi aiutare ZENIT a crescere con una donazione