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Bangui: la Chiesa in aiuto degli ex ribelli di Seleka

Mons. Nzapalainga: “Un gesto di perdono e di riconciliazione”

“Per me, in quanto uomo di Dio, laddove si trovino degli uomini, delle donne e dei bambini, questi sono figli di Dio, creati a sua immagine, ed io ho l’obbligo di andare loro incontro”. A parlare così è mons. Dieudonné Nzapalainga, arcivescovo di Bangui e presidente della Conferenza Episcopale, spiegando il senso dell’iniziativa umanitaria intrapresa dalla Chiesa nel campo Beal, che accoglie 874 membri dell’ex coalizione ribelle Seleka.

Secondo le informazioni pervenute all’agenzia Fides, mons. Nzapalainga ha guidato una delegazione di cristiani, donne e uomini, con aiuti alimentari raccolti da Caritas- Centrafrique, che sono stati distribuiti sul posto dalle donne di diverse associazioni del volontariato cattolico. Facevano parte della delegazione un’equipe medica composta da 5 suore infermiere e da una laica. 

Nella Repubblica Centrafricana è in atto un difficile processo di disarmo e di acquartieramento degli ex ribelli Seleka e dei loro antagonisti, le milizie anti-balaka, in campi provvisori dove le condizioni di vita sono molto precarie. Il dramma umanitario è accentuato dal fatto che, accanto agli ex combattenti, ci sono anche le loro famiglie, con donne e bambini.
I Seleka si sono resi responsabili di danni e persecuzioni gravissime nei confronti delle chiese cristiane, compresa quella cattolica, durante il periodo nel quale avevano preso il potere.

Il gesto di mons. Nzapalainga, che si è sempre battuto per la pace e la riconciliazione nazionale insieme al Pastore Nicolas Grékoyamé-Gbangou, Presidente delle Chiese Evangeliche, e all’Imam di Bangui Oumar Kobine Layama, è stato apprezzato dal comandante del campo Beal, Rodrigue Yamendji. “ Ringrazio molto calorosamente l’equipe della Chiesa cattolica che è venuta a visitarci” ha detto Yamendji, considerando la visita come parte dei piani di Dio. “Auspico – ha proseguito – che questa volontà di riconciliazione continui, perché tutti i centrafricani possano ricostruire il nostro Paese”.

P. Patrick Mbea, superiore regionale degli Spiritani, ha annunciato che si sta valutando la creazione di una scuola nel campo Beal, così come in altri campi d’accoglienza. Mons. Nzapalainga ha infine manifestato la sua intenzione di visitare anche i campi dove sono accolti i miliziani anti-balaka.

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