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Cardinale Angelo Bagnasco - Flickr

Bagnasco: “Contro la disoccupazione serve un miracolo”

Sull’immigrazione, il presidente della Cei sollecita l’Europa: “L’Italia già accoglie, ora tutti devono farlo”

Parole all’insegna di un ‘realismo allarmante’ quelle pronunciate ieri dal cardinale Angelo Bagnasco. In occasione della messa per il lavoro da lui presieduta a Genova, il presidente della Conferenza Episcopale Italiana ha dichiarato che per la situazione occupazionale in Italia “serve un miracolo”.

Accennando alla crisi economica nel territorio nella sua diocesi, l’arcivescovo di Genova ha parlato di una situazione “non morta ma malata” e comunque “da leggersi nel quadro generale del Paese dove il lavoro non decolla nonostante alcuni segni che sembrano positivi o dichiarazioni rassicuranti”.

Il presidente della Cei ha attinto quindi ai dati statistici, secondo i quali “il 40% delle persone comprese nell’età dai 15 ai 24 anni è in cerca di lavoro, mentre la media europea è del 22%. In termini percentuali siamo agli ultimi posti”, ha sottolineato, manifestando anche “preoccupazione anche per gli adulti che una volta perso il lavoro hanno difficoltà a ritrovarlo, con gravi danni per la loro dignità e le loro famiglie. Diventa un peso insostenibile anche la ricerca di beni come la casa”.

Non è sfuggita al porporato un’ormai annosa tendenza: “Mentre la platea dei poveri si allarga inglobando il ceto medio, la ricchezza cresce e si concentra sempre più in mano a pochi”. Al tempo stesso, Bagnasco ha manifestato la speranza che “la concentrazione di risorse incrementi copiosamente gli investimenti in attività produttive a vantaggio dei lavoratori”.

A fronte di una povertà che affligge “4 milioni di persone”, ovvero “quasi il 7% degli italiani”, la Chiesa italiana, ha ricordato il presidente della Cei, “ha distribuito più di 12 milioni di pasti”.

Passando al tema dell’immigrazione, il cardinale Bagnasco ha ribadito: “L’Occidente deve continuare ad accogliere. L’Italia cerca di farlo il più possibile fin dall’inizio. Nessuno può dire nulla contro l’Italia”.

“Ma l’Italia non basta – ha puntualizzato l’arcivescovo di Genova -. Servono l’Europa e la comunità internazionale altrimenti sarà peggio. E questo non è giusto per i migranti che si spostano verso l’Occidente fuggendo da guerre, fame, persecuzioni cercando una giusta vita migliore”.

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