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Avviata la causa di beatificazione di Fra’ Andrew Bertie, Gran Maestro dell’Ordine di Malta

Una cerimonia nella Basilica di San Giovanni in Laterano ha aperto oggi l’inchiesta diocesana. Presenti oltre mille Cavalieri giunti da ogni parte del mondo

Nel 2013 l’Ordine di Malta ha festeggiato i 900 anni dal riconoscimento ufficiale da parte della Chiesa. Nello stesso anno è stata presentata la richiesta, a soli cinque anni dalla morte, per l’avvio della Causa di beatificazione e canonizzazione di Fra’ Andrew Bertie, Gran Maestro dell’Ordine dal 1988 fino alla sua scomparsa avvenuta nel 2008.

Il 20 febbraio 2015 la procedura canonica per il riconoscimento delle virtù eroiche ha fatto registrare un altro passaggio importante: la sessione di apertura dell’Inchiesta diocesana della Causa di beatificazione e canonizzazione, tenutasi a Roma nella Basilica di San Giovanni in Laterano, dopo la Messa celebrata dal cardinale Raymond L. Burke, patrono dell’Ordine di Malta.

La cerimonia era presieduta dal cardinale vicario Agostino Vallini, con la partecipazione del presidente del Tribunale Ordinario della Diocesi di Roma, mons. Slawomir Oder, del cancelliere del Tribunale, Marcello Terramani, del promotore di giustizia, mons. Giuseppe D’Alonzo, e del postulatore, prof. Vittorio Capuzza.

Durante il suo intervento, il cardinale Vallini ha delineato un accurato profilo spirituale ed umano di Fra’ Andrew Bertie. “La storia della Chiesa – ha detto – è costellata di figure che hanno lasciato una scia luminosa, fra queste spicca la figura di Fra’ Andrew Bertie, uomo di intensa vita spirituale, profondamente dedito all’impegno di rafforzare la rete di solidarietà internazionale dell’Ordine di Malta”.

Andrew Bertie entrò nell’Ordine di Malta a soli 27 anni e dedicò la sua vita alla preghiera e all’esercizio della carità. La sua vita fu animata da una fede profonda, che testimoniò con l’impegno a favore dei malati e dei poveri, onorando il motto fondante dell’Ordine di Malta: “Testimoniare la fede e aiutare i bisognosi” (Tuitio Fidei, Obsequium Pauperum).

“La fama di santità che circondava Fra’ Andrew Bertie quand’era in vita – ha concluso il cardinale Vallini – si è ulteriormente diffusa dopo la sua morte, in particolare in quei paesi dove l’Ordine di Malta è presente con attività umanitarie. Numerosi fedeli rivolgono preghiere per avere grazie attraverso la sua intercessione, e questo è il motivo per cui è stato avviato il processo di beatificazione e canonizzazione”.

Erano presenti allo storico evento: il Gran Maestro dell’Ordine di Malta Fra’ Matthew Festing, il Sovrano Consiglio, i familiari dello scomparso Gran Maestro, e i vertici dei Gran Priorati e delle Associazioni Nazionali dell’Ordine provenienti dai cinque continenti. Oltre mille i membri e i volontari giunti da ogni parte del mondo.

Per una testimonianza di prima mano sulla figura di Fra’ Andrew Bertie, abbiamo intervistato due personalità dell’Ordine di Malta che, per via delle funzioni esercitate nella struttura gestionale e sanitaria dell’Ordine, hanno avuto modo di conoscere personalmente il Gran Maestro.

Innanzitutto il marchese Fausto Solaro del Borgo, che fu presidente della Associazione dei Cavalieri Italiani dal 2000 al 2009, e che per lunghi anni ha presieduto i Cavalieri Italiani proprio nel periodo in cui Fra’ Andrew Bertie era al vertice dell’Ordine. Poi, il prof. Carlo Jovine, dirigente neurologo dell’Ospedale San Giovanni Battista, il principale complesso sanitario dell’Ordine in Italia.

“Ebbi modo di conoscere Fra’ Andrew Bertie prima ancora che fosse eletto alla carica di Gran Maestro”, racconta Solaro del Borgo, “a quell’epoca giravo il mondo per via della mia attività professionale; non c’erano gli strumenti di comunicazione che ci sono oggi e perciò fu quasi naturale, da parte dell’Ordine di Malta, affidarmi un ruolo di contatto con gli esponenti dell’Ordine che vivevano nei vari paesi”. “Nel corso dei miei viaggi – prosegue – stabilii, come si direbbe oggi, una sorta di ‘rete’, e quindi toccò a me parlare con Fra’ Andrew Bertie, già Reggente del Sottopriorato britannico, per saggiare la sua disponibilità a ricoprire la carica di Gran Maestro”.

“Incontrai Fra’ Andrew Bertie nell’isola di Malta, dove si era trasferito con l’anziana madre che, a causa delle condizioni di salute, non poteva più sopportare i climi rigidi del Nord”, ricorda ancora il marchese. “Fu un incontro molto bello, che durò un’intera giornata. Al termine del quale, Fra’ Andrew accettò la candidatura a Gran Maestro. Ma ad una condizione: si sarebbe occupato soprattutto degli aspetti religiosi dell’Ordine delegando gli aspetti gestionali ad altri Cavalieri. Era consapevole che questo avrebbe potuto pregiudicare la sua elezione, ma la sua priorità non era l’ambizione umana… Una volta eletto, dimostrò comunque d’essere una guida autorevole, prendendo importanti decisioni sulla conduzione dell’Ordine con equilibrio e capacità decisionale”.

Da parte sua il prof. Jovine rammenta la figura del futuro Beato come “uomo dedito alla preghiera, che considerava le attività assistenziali dell’Ordine di Malta come un esercizio di carità affine all’impegno spirituale”. “Nonostante la sua vita appartata, riservava infatti una grande attenzione al funzionamento delle strutture sanitarie dell’Ordine”, racconta, “io stesso ebbi l’onore di una sua lettera di encomio per l’assistenza rivolta ai pazienti del mio reparto. Ho conservato quella lettera come una attestazione dello spirito cristiano che ho sempre profuso nel mio impegno professionale. E oggi la conservo come testimonianza di un futuro Beato”.

Jovine, inoltre, è perito ufficiale della Congregazione delle Cause dei Santi e ha fatto parte della Consulta medica che ha riconosciuto la “inspiegabilità scientifica” della guarigione di suor Normand dal morbo di Parkinson, ponendo le premesse per la beatificazione di Giovanni Paolo II.

Sulla base della sua esperienza, gli abbiamo chiesto di darci qualche indicazione in merito al processo di Fra’ Andrew Bertie. “Le fasi iniziali del processo sono di competenza del Postulatore, il quale deve verificare l’esistenza delle ‘virtù eroiche’ del candidato alla santità”, spiega il neurologo, precisando che “l’apporto del medico interviene soltanto dopo, quando, in presenza di una guarigione ritenuta miracolosa, deve valutare se possa esservi o meno una spiegazione scientifica. Nel caso in cui la guarigione venga ritenuta ‘scientificamente inspiegabile’, la Chiesa procede al riconoscimento del miracolo”.

Per quanto riguarda la causa di Fra’ Andrew Bertie, “posso solo aggiungere che  – se le circostanze lo richiederanno – metterò, come sempre, la mia esperienza professionale a disposizione dei competenti organi della Chiesa. Con un sovraccarico in più di emozione, per aver conosciuto personalmente il candidato alla santità. Come avvenne per Giovanni Paolo II, che conobbi nel corso di un’Udienza nell’Anno Giubilare e di cui dovetti valutare il miracolo dieci anni più tardi…”.

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