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Bashar al-Assad mural in Latakia

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Assad incontra i vescovi siro-cattolici e spiega i suoi progetti per la Siria futura

Il presidente siriano ha spiegato che intende eliminare dalla Costituzione il vincolo che il Capo dello Stato debba essere musulmano. Respinge l’idea di una divisione del Paese su base etnico-religiosa

Una riforma della Costituzione siriana, per fugare ogni rischio che il Paese possa scivolare verso la sharia come fonte principale della legislazione, eliminando così il pretesto legale alle discriminazioni verso le minoranze religiose. È ciò che ha in mente per la Siria Bashar al-Assad, che vuole così riannodare con il passato laico e pacifico, precedente al 2011, il destino del Paese oggi teatro di un sanguinoso conflitto.

Lo ha garantito ad una delegazione della Chiesa siro-cattolica, composta dal Patriarca Ignace Youssif III accompagnato da sei Vescovi, che ha incontrato il presidente Assad a Damasco lo scorso 13 giugno.

Durante l’incontro, durato un’ora e mezza, Assad ha manifestato l’intenzione di togliere dalla nuova Costituzione, pienamente laica, anche la disposizione che vincola il Capo dello Stato siriano a professare la religione musulmana. Il leader siriano – riporta all’Agenzia Fides chi era presente all’incontro – si è anche mostrato convinto che in pochi giorni la situazione di conflitto riesplosa ad Aleppo sarà completamente risolta, con la creazione di un blocco militare intorno alla città che impedisca il rifornimento di armi ai sobborghi periferici in mano alle forze antagoniste, in gran parte di matrice islamista, ma senza attacchi contro i quartieri, per evitare nuove sofferenze ai civili.

L’arcivescovo Jacques Behnan Hindo, alla guida della diocesi siro cattolica di di Hassakè-Nisibi, presente all’incontro, ha riferito a Fides che Assad ha sottolineato che “adesso a parole tutti vogliono combattere i jihadisti dello Stato islamico, ma ancora distinguono nettamente tra costoro e i gruppi qaidisti come Jabhat al Nusra”.

Nel corso dell’incontro, si è parlato anche dell’ipotesi che la Siria possa essere divisa da confini tracciati su base etnico-settaria, con la creazione di uno Stato curdo indipendente e di uno islamico. Assad ha respinto questi scenari come irricevibili.

Non si è fatto alcun riferimento diretto al Papa e alla Santa Sede, dal canto suo Assad ha invitato i suoi interlocutori a intensificare contatti e condividere giudizi e iniziative rispetto alla tragica situazione mediorientale con la Chiesa ortodossa russa.

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