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Ascoltino Mosè e i profeti

Meditazione della Parola di Dio di domenica 25 settembre 2016 – XXVI settimana del Tempo Ordinario

Lettura

La prima lettura e il Vangelo sono accomunati dalla figura di coloro che pongono la propria sicurezza nelle ricchezze e passano il tempo banchettando lautamente, ai quali sono svelate le conseguenze di questo tipo di vita. Al contrario, nella seconda lettura, Paolo indica a Timoteo ciò verso cui il credente è chiamato a tendere: giustizia, pietà, fede, carità, pazienza e mitezza.

Meditazione

Le differenze tra Lazzaro e l’uomo ricco emergono sia in vita che dopo la morte. Il contrasto più evidente durante la loro vita è il fatto che il ricco trascorre i giorni banchettando e facendo festa, mentre il povero sta alla sua porta bramoso di sfamarsi. Nel Vangelo di domenica scorsa, Gesù invitava a farsi degli amici con la ricchezza disonesta affinché, quando verrà a mancare, «essi vi accolgano nelle dimore eterne». Il ricco protagonista della parabola non si accorge e non si prende cura di Lazzaro e così, dopo la morte, quando ormai le ricchezze non contano più nulla, Lazzaro viene portato dagli angeli nel seno di Abramo, mentre il ricco è semplicemente sepolto e finisce agli inferi. Da quel luogo, egli vorrebbe trovare in Lazzaro un amico che allievi le sue sofferenze, ma ormai è troppo tardi. Il ricco cerca allora di prendersi cura dei suoi fratelli. Ma, Abramo gli svela che la via verso il ravvedimento non passa attraverso la visione di morti risuscitati, ma attraverso l’ascolto di Mosè e dei Profeti, cioè l’obbedienza alla parola di Dio. Il Dio dell’Alleanza è un Dio che vede le sofferenze dei poveri, che ascolta il loro grido e si prende cura di loro, come ci ricorda il Salmo responsoriale, e chiede a noi credenti di fare lo stesso. Il collegamento tra la relazione che abbiamo con i poveri e la nostra relazione con Dio è presente nella vita di molti santi, in particolare in quella di Francesco d’Assisi. Nel suo testamento, egli ricorda: «quando ero nei peccati, mi sembrava cosa troppo amara vedere i lebbrosi; e il Signore stesso mi condusse tra loro e usai con essi misericordia. E allontanandomi da essi, ciò che mi sembrava amaro mi fu cambiato in dolcezza d’animo e di corpo. E di poi, stetti un poco e uscii dal mondo» (FF110). Solo dopo aver imparato ad ascoltare la voce di Dio che lo interpellava nel grido dei poveri, facendo loro misericordia, Francesco riesce ad ascoltare la voce di Dio che lo chiama a riparare la sua casa, a desiderare e a bramare di seguire con tutto il cuore il Crocifisso Risorto.

Preghiera

«Il Signore rende giustizia agli oppressi, dà il pane agli affamati» (Sal 146,7): lasciandomi toccare dalle parole del Salmo, chiedo al Signore la grazia di non passare oltre a chi è nel bisogno.

Azione

Proverò a scoprire cosa ho posto a fondamento della mia speranza.

Meditazione a cura di Marzia Blarasin, tratta dal mensile Messa Meditazione, per gentile concessione di EdizioniART. Per abbonamenti: info@edizioniart.it.  

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