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Argentina: i vescovi aprono gli archivi digitali sulla dittatura

La consultazione sarà accessibile ai parenti dei ‘desaparecidos’. La decisione al termine di un vertice in Vaticano con la Segreteria di Stato

Le vittime della dittatura argentina del 1976-83 e i familiari diretti dei desaparecidos e detenuti potranno accedere alla consultazione dei documenti archiviati digitalmente a cura della Conferenza Episcopale Argentina. Lo prevede un accordo siglato sabato scorso in Vaticano tra la stessa Conferenza Episcopale Argentina e la Santa Sede, in vista di un protocollo da stabilirsi prossimamente.

Lo riferisce una nota vaticana, specificando che l’incontro ha avuto ad oggetto la valutazione sui lavori di catalogazione e di digitalizzazione del materiale d’archivio del periodo della dittatura militare, conservato negli Archivi della Conferenza Episcopale Argentina, della Segreteria di Stato e della Nunziatura Apostolica a Buenos Aires.

“Si è preso atto – si legge nella nota – che tale processo di organizzazione e digitalizzazione, che è stato eseguito in conformità con le decisioni e le indicazioni del Santo Padre e rappresenta il prosieguo di un lavoro già iniziato anni addietro dalla Conferenza Episcopale Argentina, è terminato”.

Nel caso di religiosi desaparecidos, potranno accedere agli archivi digitali, anche i loro superiori maggiori. La Santa Sede sottolinea che questo lavoro “è stato svolto avendo a cuore il servizio alla verità, alla giustizia e alla pace, continuando il dialogo aperto alla cultura dell’incontro”.

“Il Santo Padre e l’Episcopato argentino – conclude il comunicato – affidano la Patria alla misericordiosa protezione di Nostra Signora di Luján, fiduciosi nell’intercessione dell’amatissimo San José Gabriel del Rosario Brochero”.

Al vertice in Vaticano, erano presenti: la Commissione Esecutiva della Conferenza Episcopale Argentina, composta dal Presidente, Mons. José María Arancedo, Arcivescovo di Santa Fe de la Vera Cruz, dal Primo Vicepresidente, Card. Mario Aurelio Poli, Arcivescovo di Buenos Aires e Primate d’Argentina, dal Secondo Vicepresidente, Mons. Mario Antonio Cargnello, Arcivescovo di Salta, e dal Segretario Generale, Carlos Humberto Malfa, Vescovo di Chascomus; in rappresentanza della Santa Sede erano presenti il cardinale Segretario di Stato, Pietro Parolin, il segretario ai Rapporti con gli Stati, monsignor Paul Richard Gallagher, e alcuni officiali della Segreteria di Stato.

 

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