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Anticipazioni sull’Instrumentum laboris per il Sinodo africano

Parla mons. Nikola Eterovic, Segretario generale del Sinodo dei Vescovi

CITTA’ DEL VATICANO, mercoledì, 18 marzo 2009 (ZENIT.org).- Annuncio di Cristo, dialogo con l’Islam e speranza, il tutto finalizzato all’evangelizzazione e alla promozione umana. Sono questi alcuni dei temi al centro dell’Instrumentum laboris, che Benedetto XVI consegnerà personalmente ai rappresentanti delle 36 Conferenze episcopali dell’Africa durante la messa del 19 marzo a Yaoundé (Camerun).

E’ quanto ha rivelato l’Arcivescovo Nikola Eterovic, Segretario generale del Sinodo dei Vescovi, in una intervista concessa a “L’Osservatore Romano” alla vigilia del viaggio del Papa in Africa.

Il documento di lavoro per il Sinodo africano di ottobre, approvato dal Consiglio speciale per l’Africa del Sinodo dei Vescovi nella riunione del 23 e 24 gennaio scorso, “mette in luce tante speranze, ma non tace le sfide, non nasconde problemi scottanti, gravi”, ha affermato l’Arcivescovo Eterovic.

Per questo come tema per la seconda Assemblea speciale continentale del Sinodo dei Vescovi, che si svolgerà in Vaticano dal 4 al 25 ottobre, si è scelto “La Chiesa in Africa a servizio della riconciliazione, della giustizia e della pace”.

Il documento, ha continuato il presule, “ha una dimensione ecclesiale piena e, di conseguenza, va a toccare le questioni centrali per la vita delle persone” a partire dalle tre problematiche messe in luce dal tema del Sinodo.

L’Arcivescovo Eterovic ha quindi sottolineato come “straordinariamente importante” il gesto del Papa di consegnare personalmente l’Instrumentum laboris, ed ha indicato come “significativo” il suo voler presiedere sempre il 19 marzo, la riunione del Consiglio sinodale speciale per l’Africa.

“In quella occasione – ha detto – gli presenteremo un quadro particolareggiato della realtà africana”.

“Il cuore di tutto è l’annuncio di Cristo – ha affermato, parlando del documento –. Si nota, in particolare, l’influsso positivo dell’ultimo Sinodo sulla parola di Dio per i tanti riferimenti biblici, a partire proprio dai concetti di giustizia, pace e riconciliazione”.

“Il dialogo è indicato come irrinunciabile – ha proseguito – : particolare attenzione viene posta ai rapporti con l’islam rilevando che in alcune regioni ci sono aspetti positivi, ma in altre non mancano problemi”.

“Si affrontano inoltre questioni come le malattie o la schiavitù – ha aggiunto –. Il testo suggerisce anche un esame di coscienza su quanto è stato fatto dopo il primo Sinodo africano del 1994 e su quanto ancora resta da fare: propone una verifica e costituisce anche un incoraggiamento”.

Il testo mette inoltre in luce “la speranza”, perché “la Chiesa nel continente è sempre in prima linea quando si tratta di riconciliazione, pace, giustizia, educazione, sanità”.

L’Arcivescovo Eterovic ha rilevato poi che a una “crescita quantitativa” della Chiesa africana deve necessariamente corrispondere anche una crescita “qualitativa”.

Secondo i dati raccolti nel recente Annuario Statistico della Chiesa Cattolica, tra il 2000 e il 2006 i sacerdoti in Africa sono aumentati del 23,24%, mentre i cattolici sono aumentati da 130 milioni a 158,3 milioni.

“Dai Lineamenta è emerso chiaramente che i cattolici africani non sono chiusi in se stessi. L’impressione più netta è quella di una grande vitalità – ha commentato –. La Chiesa, insomma, vuol contribuire a una crescita della società applicando la dottrina sociale alle diverse situazioni”.

Il presule ha inoltre rilevato che, rispetto al primo Sinodo per l’Africa del 1994, si è avuto nel continente un enorme ricambio: il 60% dei Vescovi è stato nominato dopo il primo Sinodo, mentre un altro 25% ha cambiato sede.

“Ma è tutta la Chiesa africana a essere particolarmente dinamica – ha osservato –. La Chiesa universale, in uno scambio di doni, si aspetta dai cattolici africani proprio il dinamismo e la gioia della fede, la testimonianza di amore per la vita e la famiglia”.

“L’Africa nel suo dna ha il senso dell’alleanza con Dio, il senso del mistero, mentre l’occidente tende a rinnegare la fede o a relegarla a fatto privato. Sono convinto che il sinodo susciterà nuovo fervore per l’evangelizzazione e la promozione umana. Non solo in Africa”, ha poi concluso.

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