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Anglicani: via libera alle donne vescovo

Il Sinodo generale, riunito oggi a Londra, approva formalmente la normativa dopo una votazione per alzata di mano. Le prime ordinazioni già dal prossimo anno

Con una votazione per alzata di mano, la Chiesa d’Inghilterra dà il via libera alle donne vescovo. Il Sinodo generale, riunito presso la Church House di Westminster, ha dato oggi la sua approvazione formale alla normativa – già approvata dal Parlamento in ottobre – che ne consente le prime ordinazioni a partire dal prossimo anno. 

Il via libera è avvenuto nel corso della sessione presieduta dall’arcivescovo di York, John Sentamu, il primo giorno dell’assise di Londra. Per l’approvazione non si è ricorso add alcun dibattito ma alla maggioranza semplice. La modifica è stata firmata dal arcivescovi di Canterbury e York davanti a tutto il Sinodo. 

Si pone fine quindi ad una questio lunga e sofferta per la Chiesa anglicana, che già due anni fa, nel novembre 2012, stava per raggiungere un risultato simile, poi sfumato invece per soli sei voti.  

L’Arcivescovo di Canterbury Justin Welby, commentando il risultato – riferisce la BBC -, ha affermato: “Oggi possiamo cominciare ad abbracciare un nuovo modo di essere Chiesa e di procedere insieme”, assicurando che “continueremo a cercare la prosperità di coloro che non sono d’accordo”.

L’argomento ‘donne vescovo’ continua, infatti, a suscitare radicali divisioni nella Chiesa anglicana, tra coloro che vivono tale svolta come un cambiamento coerente con la loro fede e quasi ‘necessario’ e i tradizionalisti che manifestano il totale disaccordo. Per questo la legislazione approvata includerù delle norme di salvaguardia per le parrocchie che non vorranno dipendere da un vescovo donna.

In ogni caso, sono vent’anni che le donne esercitano il ministero ordinato nella Church of England, ordinate per la prima volta nel 1994. Su 7.798 sacerdoti, 1.781 sono di sesso femminile: esse rappresentano quindi un terzo del clero, ma mai sono state in grado di arrivare alle cariche più alte. 

Il voto del Sinodo generale ‘allinea’ inoltre gli anglicani inglesi con quelli in Australia, Canada, India, Sudafrica e Stati Uniti, dove da tempo le donne sono ammesse all’episcopato.

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