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Piccoli profughi / © ACS-Aiuto alla Chiesa che Soffre

Angelus: il Papa ricorda la “Giornata Mondiale del rifugiato”

Il Pontefice esprime anche la sua vicinanza al popolo portoghese

Dopo la recita dell’Angelus di domenica 18 giugno 2017, papa Francesco ha ricordato i fedeli che martedì 20 giugno ricorre la Giornata Mondiale del Rifugiato, promossa dall’ONU. “L’attenzione concreta va a donne, uomini, bambini in fuga da conflitti, violenze e persecuzioni”, ha rammentato il Pontefice.

Lo stesso giorno il Papa si recherà a Bozzolo (Lombardia) e a Barbiana (Toscana) per pregare presso le tombe di Don Primo Mazzolari e Don Lorenzo Milani. I due sacerdoti — così ha dichiarato Francesco — “ci offrono un messaggio di cui oggi abbiamo tanto bisogno”.

Il Papa si è anche soffermato sulla tragedia che si è consumata in Portogallo, dove un violento incendio boschivo ha provocato finora 62 vittime. “Esprimo la mia vicinanza al caro popolo portoghese per l’incendio devastante che sta colpendo i boschi intorno a Pedrógão Grande causando numerose vittime e feriti”, ha detto Francesco, che ha invitato i fedeli in piazza San Pietro a pregare in silenzio.

Francesco ha salutato poi la rappresentanza della Repubblica Centrafricana e delle Nazioni Unite, a Roma per un incontro promosso dalla Comunità di Sant’Egidio. “Auspico che, con l’aiuto di Dio e la buona volontà di tutti, sia pienamente rilanciato e rafforzato il processo di pace, condizione necessaria per lo sviluppo”, ha detto.

Al termine, Francesco ha invitato tutti a partecipare, “anche spiritualmente”, all’odierna celebrazione liturgica del “Corpus Domini”. Il vescovo di Roma celebrerà infatti questa sera la Messa sul sagrato di San Giovanni in Laterano, al termine della quale seguirà la processione lungo Via Merulana fino a Santa Maria Maggiore.

Offriamo di seguito il testo completo.

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Cari fratelli e sorelle,

dopodomani ricorre la Giornata Mondiale del Rifugiato promossa dalle Nazioni Unite. Il tema di quest’anno è “Con i rifugiati. Oggi più che mai dobbiamo stare dalla parte dei rifugiati”. Questo è il tema. L’attenzione concreta va a donne, uomini, bambini in fuga da conflitti, violenze e persecuzioni. Ricordiamo anche nella preghiera quanti di loro hanno perso la vita in mare o in estenuanti viaggi via terra. Le loro storie di dolore e di speranza possono diventare opportunità di incontro fraterno e di vera conoscenza reciproca. Infatti, l’incontro personale con i rifugiati dissipa paure e ideologie distorte, e diventa fattore di crescita in umanità, capace di fare spazio a sentimenti di apertura e alla costruzione di ponti. Esprimo la mia vicinanza al caro popolo portoghese per l’incendio devastante che sta colpendo i boschi intorno a Pedrógão Grande causando numerose vittime e feriti. Preghiamo in silenzio.

Rivolgo il mio saluto a tutti voi, romani e pellegrini; in particolare quelli venuti dalle Isole Seychelles, da Sevilla (Spagna) e da Umuarama e Toledo (Brasile). Saluto i fedeli di Napoli, Arzano e Santa Caterina di Pedara.

Un saluto speciale porgo alla qualificata rappresentanza della Repubblica Centrafricana e delle Nazioni Unite, che in questi giorni si trova a Roma per un incontro promosso dalla Comunità di Sant’Egidio. Porto nel cuore la visita che ho fatto nel novembre 2015 in quel Paese e auspico che, con l’aiuto di Dio e la buona volontà di tutti, sia pienamente rilanciato e rafforzato il processo di pace, condizione necessaria per lo sviluppo.

Stasera, sul sagrato di San Giovanni in Laterano, celebrerò la Santa Messa, a cui seguirà la processione con il Santissimo Sacramento, fino a Santa Maria Maggiore. Invito tutti a partecipare, anche spiritualmente, penso in particolare alle comunità di clausura, alle persone malate e ai carcerati. In questo aiutano anche la radio e la televisione.

E martedì prossimo mi recherò in pellegrinaggio a Bozzolo e Barbiana, per rendere omaggio a Don Primo Mazzolari e Don Lorenzo Milani, i due sacerdoti che ci offrono un messaggio di cui oggi abbiamo tanto bisogno. Anche in questo caso ringrazio quanti, specialmente sacerdoti, mi accompagneranno con la loro preghiera.

Auguro a tutti una buona domenica. E, per favore, non dimenticatevi di pregare per me. Buon pranzo e arrivederci!

© Copyright – Libreria Editrice Vaticana

About Paul De Maeyer

Schoten, Belgio  (1958). Laurea in Storia antica / Baccalaureato in Filosofia / Baccalaureato in Storia e Letteratura di Bisanzio e delle Chiese Orientali.

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