Dona Adesso

Alla ricerca del sacro nel centro commerciale

Don Giovanni Scarpino, parroco della Chiesa di San Massimiliano M. Kolbe, situata nel Centro commerciale “Le Fontane” di Catanzaro, racconta le frontiere della nuova evangelizzazione

Il luogo di aggregazione moderna più comune è il centro commerciale. Negozi, bar, supermercati, gioiellerie, sale cinematografiche, … l’apoteosi delle attività commerciali e dei sogni di acquisto. Un luogo bello e brillante dove si si esalta tutto ciò che riguarda la vita materiale.

Tanti giovani che nel passato frequentavano la parrocchia, specialmente la domenica, oggi si ritrovano al centro commerciale. Sembra paradossale, pertanto, pensare al centro commerciale come un luogo dove possa sussistere un centro spirituale, come una cappella o una chiesa. Eppure a Catanzaro, dentro al centro commerciale Le Fontane, c’è una chiesa, anzi la parrocchia di San Massimiliano M. Kolbe. E il Parroco don Giovanni Scarpino ci ha spiegato come questa stia diventando esempio di nuova evangelizzazione in luoghi insoliti.

Don Scarpino è un giovane presbitero dell’arcidiocesi di Catanzaro-Squillace. Dopo la maturità classica e il baccalaureato in Teologia, ha conseguito la Licenza in Teologia Pastorale e Comunicazione e il Dottorato in Sacra Teologia Pastorale nella Pontificia Università Lateranense. In diocesi esercita il ruolo di cancelliere e di parroco. Giornalista pubblicista, è docente nell’Istituto Teologico Calabro e direttore regionale dell’ufficio comunicazioni e cultura della Conferenza Episcopale Calabra.

L’idea di donare una chiesa alla parrocchia è venuta all’ l’ingegnere Floriano Noto della società proprietaria del centro commerciale, il quale ha dichiarato: “In un momento storico della nostra societò caratterizzato sempre più dalla perdita di alcuni valori così importanti come quello della fede religiosa, abbiamo voluto realizzare questo complesso per ricordare quanto sia importante nella vita di ognuno di noi coltivare quotidianamente il proprio spirito. Siamo anche fiduciosi, essendo questo un precedente molto importante, che il nostro esempio serva da spunto per altre analoghe situazioni nel resto d’Italia”

Per capire cosa sta accadendo nella chiesa di San Massimiliano M. Kolbe, ZENIT ha intervistato don Giovanni Scarpino.

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I centri commerciali sono indicati come parchi giochi degli acquisti, il massimo della materialità e della dipendenza dalla pubblicità commerciale. Un luogo dove la spiritualità e la cura dell’anima sembrano pratiche ben lontane. È veramente così?

I centri commerciali, oltre a luoghi di commercio, oggi rappresentano le nuove piazze, le nuove vie dove le persone vivono e si incontrano. Vengono proposte anche manifestazioni culturali, feste e attività di solidarietà. Credo che bisogna usare il buon senso anche dinanzi a questa nuova realtà che crea tanti posti di lavoro. Il problema nostro non è quello di condannare o promuovere l’attività dei centri commerciali, ma di saper vivere bene questo momento storico trovando le strategie possibili per inculturare la fede, ricordando le parole di Gesù agli apostoli: “Andate in tutto il mondo e predicate il Vangelo ad ogni creatura”. Un mandato missionario che non esclude nessun luogo, neppure un centro commerciale.

Lei è parroco di una chiesa situata nel centro commerciale Le Fontane di Catanzaro. Chi ha avuto l’idea, chi l’ha realizzata?

La costruzione della chiesa è nata da un accordo di sinergia che ha coinvolto i proprietari del parco commerciale, l’amministrazione comunale di Catanzaro e la diocesi nella persona dell’arcivescovo, oggi emerito, mons. Antonio Ciliberti. Già dal 2001 era stata eretta nel quartiere sud della città la parrocchia dedicata a San Massimiliano Maria Kolbe, ma non esisteva una vera e propria struttura idonea per il culto. I fedeli si radunavano in una stanza di una vecchia scuola. L’idea della costruzione della chiesa è nata dai proprietari del parco che avevano espresso al vescovo il desiderio di costruire una cappella all’interno del centro commerciale. Il vescovo, indicando l’impossibilità di realizzarla all’interno, suggerì di pensare a un qualcosa di più grande che potesse soddisfare anche le esigenze pastorali del quartiere. Una proposta subito accolta dai proprietari del parco commerciale, che in pochi mesi hanno realizzato un caratteristico complesso parrocchiale dedicato e aperto al culto l’11 settembre del 2010. Una provvidenza per la comunità parrocchiale, che difficilmente avrebbe avuto la possibilità economica di edificare una chiesa di mattoni. 

Ci racconti come si svolge la vita nella sua parrocchia? Chi sono i fedeli? Quanti di quelli che incontra sono occasionali e quanti sono persone che lei già conosce e si ritrovano in Chiesa al centro commerciale?

La chiesa parrocchiale è capace di accogliere oltre duecento persone ed è frequentata sia dai residenti che dai visitatori che si recano nel centro commerciale. Siamo dinanzi ad una forma nuova di pastorale, poiché non è una semplice chiesa o cappella, si tratta di una parrocchia. Quando è stata inaugurata diversi servizi giornalistici hanno riportato che “si tratta della prima parrocchia in Europa in un parco commerciale”. Una novità, non da tutti condivisa, che evidenzia la necessità di essere presente nei nuovi e moderni aeropaghi. Ogni giorno si svolgono normalmente le attività pastorali di una parrocchia. Oltre agli organismi di partecipazione ecclesiali, sono presenti in parrocchia: l’associazione Milizia dell’Immacolata, il Movimento Apostolico, il gruppo Scout “Assoraider”, la Gioventù Kolbiana ed i tre cori, formati da giovani ed adulti, che si alternano nell’animazione liturgica.

Nelle poche occasioni in cui ho potuto visitare la Chiesa ho sempre notato una notevole partecipazione. Come si spiega questo fenomeno?

La partecipazione non so spiegarla. Una trasmissione, prodotta dalla Rai, un giorno era venuta per raccontare la contraddizione tra un luogo di culto in un luogo di commercio. La stessa giornalista si è meravigliata della numerosa presenza e delle stesse interviste rilasciate dai fedeli, che esprimevano con gioia la propria fede evidenziando la possibilità di non dipendere da un centro commerciale. Nei giorni festivi celebriamo una santa messa alle 9 del mattino, proprio per consentire anche ai lavoratori di partecipare al giorno di precetto. Credo che ancor oggi ci siano troppi pregiudizi negativi in merito ai centri commerciali. E’ facile dire che tutto va male, ma occorre curare le ferite di un’evangelizzazione spesso lontana dalla gente. Il mondo sta cambiando, anzi è già cambiato, e siamo rimasti per luogo tempo solamente a ipotizzare progetti ed idee, senza mai portarle a compimento. Tanti anche sono i fedeli che visitano il sito internet e le pagine FB della parrocchia per conoscere le attività e gli orari di ogni giorno.

Può la parrocchia di San Massimiliano Kolbe essere un esempio per altre chiese da costruire vicino o dentro ai centri commerciali?

Non so se la nostra realtà parrocchiale possa essere un esempio. So solo che la fede si deve contagiare superando le difficoltà, giorno per giorno. Anche nei giorni di chiusura delle attività commerciali, come Natale e Pasqua, la chiesa si riempie normalmente. Ovviamente, non giustifichiamo ciò che non si può giustificare. La domenica ed i giorni festivi sono sempre dei giorni di riposo da dedicare al Signore e alla propria famiglia. Ma, nella propria libertà, ogni credente è chiamato a vivere una vita responsabile, sapendo scegliere pienamente come trascorrere le ore della giornata.  Penso che la nostra esperienza si possa proporre benissimo in altri parchi o centri commerciali. 

E lei come ci si ritrova? È contento?

Come collaboratore dell’arcivescovo Mons. Vincenzo Bertolone, cerco di curare con gioia questo popolo, con la speranza di non deludere il Signore. Non si tratta solamente di una comunità parrocchiale, ma di un luogo di passaggio. Si presentano sempre volti nuovi, con storie positive e negative, non sempre pienamente coscienti del ruolo di essere cristiani. In questi cinque anni ho imparato ad esercitare sempre di più la prudenza e la pazienza, nella certezza della presenza dello Spirito Santo che non cessa di affascinare il cammino della Chiesa.

About Antonio Gaspari

Cascia (PG) Italia Studi universitari a Torino facoltà di Scienze Politiche. Nel 1998 Premio della Fondazione Vittoria Quarenghi con la motivazione di «Aver contribuito alla diffusione della cultura della vita». Il 16 novembre del 2006 ho ricevuto il premio internazionale “Padre Pio di Pietrelcina” per la “Indiscutibile professionalità e per la capacità discreta di fare cultura”. Il Messaggero, Il Foglio, Avvenire, Il Giornale del Popolo (Lugano), La Razon, Rai tre, Rai due, Tempi, Il Timone, Inside the Vatican, Si alla Vita, XXI Secolo Scienza e Tecnologia, Mondo e Missione, Sacerdos, Greenwatchnews. 1991 «L'imbroglio ecologico- non ci sono limiti allo sviluppo» (edizioni Vita Nuova) . 1992  «Il Buco d'ozono catastrofe o speculazione?» (edizioni Vita Nuova). 1993 «Il lato oscuro del movimento animalista» (edizioni Vita Nuova). 1998 «Los Judios, Pio XII Y la leyenda Negra» Pubblicato da Planeta in Spagna. 1999 «Nascosti in convento» (Ancora 1999). 1999 insieme a Roberto Irsuti il volume: «Troppo caldo o troppo freddo? - la favola del riscaldamento del pianeta» (21mo Secolo). 2000 “Da Malthus al razzismo verde. La vera storia del movimento per il controllo delle nascite” (21mo Secolo, Roma 2000). 2001 «Gli ebrei salvati da Pio XII» (Logos Press). 2002 ho pubblicato tre saggi nei volumi «Global Report- lo stato del pianeta tra preoccupazione etiche e miti ambientalisti» (21mo Secolo, Roma 2002). 2002 ho pubblicato un saggio nel nel Working Paper n.78 del Centro di Metodologia delle scienze sociali della LUISS (Libera Università Internazionale degli Studi Sociali Guido Carli di Roma) «Scienza e leggenda, l’informazione scientifica snobbata dai media». 2003 insieme a VittorFranco Pisano il volume “Da Seattle all’ecoterrorismo” (21mo Secolo, Roma 2003). 2004 ho pubblicato insieme a Riccardo Cascioli “Le Bugie degli Ambientalisti” (Edizioni Piemme). 2004 coautore con del libro  “Emergenza demografia. Troppi? Pochi? O mal distribuiti?” (Rubbettino editore). 2004 coautore con altri del libro “Biotecnologie, i vantaggi per la salute e per l’ambiente” ((21mo Secolo, Roma 2004). 2006 insieme a Riccardo Cascioli “Le Bugie degli Ambientalisti 2” (Edizioni Piemme). 2008 insieme a Riccardo Cascioli il libro “Che tempo farà… Falsi allarmismi e menzogne sul clima (Piemme). 2008, è stata pubblicata l’edizione giapponese de “Le bugie degli ambientalisti” edizioni Yosensha. 2009. insieme a Riccardo Cascioli “I padroni del Pianeta – le bugie degli ambientalisti su incremento demografico, sviluppo globale e risorse disponibili” (Piemme). 2010 insieme a Riccardo Cascioli, è stato pubblicato il volume “2012. Catastrofismo e fine dei tempi” (Piemme). 2011 Questo volume è stato pubblicato anche in Polonia con l’imprimatur della Curia Metropolitana di Cracovia per le e3dizioni WYDAWNICTTWO SW. Stanislawa BM.

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