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Ali e radici per forgiare gli europei del futuro

Quaranta giovani, anche dall’Asia, hanno seguito il seminario formativo promosso dall’Ediw e dall’Istituzione Teresiana, alla presenza di esperti internazionali

Roots and wings è il nome del seminario intensivo che si è tenuto a Roma, presso il Collegio Universitario Villa Ximenes dal 18 al 23 luglio, nell’ambito del progetto Erasmus Plus, promosso dall’Unione Europea e organizzato dall’Ediw, l’organizzazione no profit Education for an Interdependent World, presieduta da Julia Maria Gonzalez Ferreras, membro dell’Istituzione Teresiana, da anni impegnata nella pedagogia e cooperazione internazionale. Un nome quanto mai appropriato in una congiuntura internazionale assai critica, che richiede ai giovani sia di mantenere le proprie radici e tradizioni, ma anche di spiccare il volo alla ricerca dell’agognato posto di lavoro.

Cinque giorni di formazione intensiva, intervallate da gite culturali alla scoperta della città eterna. Scopo del summer training è accrescere l’autoconsapevolezza dei ragazzi – quaranta all’incirca e provenienti da Spagna, Portogallo, Belgio, Filippine, Pakistan, Francia e Germania – e la capacità di affrontare un mondo del lavoro inter-globale e complesso che richiede specifiche skills, dalla comunicazione al problem-solving. Un’iniziativa avviata per la prima volta a Madrid nel 2015, che ha visto alcuni giovani al termine del corso, recarsi come volontari nelle Filippine, per aiutare i bambini disagiati e gli orfani di Manila.

Durante il training romano, i ragazzi hanno intervistato Alfonso de Alba, rappresentante dell’Ambasciata messicana a Roma, Flavio Di Giacomo dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni per analizzare e scandagliare il fenomeno dei flussi migratori che interessa fortemente le nostre coste e l’intera area dell’Unione europea. A questo proposito, ha raccontato la sua esperienza nella prima accoglienza dei profughi, Serena Falasca, che ha iniziato il suo iter lavorativo dapprima come volontaria della Caritas in un centro di seconda accoglienza per i migranti e dal 2014 dopo la sua partecipazione al Sabir festival di Lampedusa, in prima linea ad accogliere i migranti appena sbarcati sull’isola da imbarcazioni di fortuna, guidate da avidi scafisti.

Un’esperienza, la sua, che mette in luce come i progetti di volontariato patrocinati dalla Caritas e altre Ong e dalle stesse istituzioni europee offrano ai giovani, reali opportunità di farsi le ossa nel campo della cooperazione e sviluppo e avviare una prolifica carriera.

Ed è di questo stesso avviso Claudia Stefanis, responsabile della sezione comunicazione della rappresentanza della Commissione europea in Roma, che ha illustrato i progetti di formazione al lavoro, finanziati dal Fondo europeo, che vanno dai mestieri di calzolaio al mediatore culturale, al traduttore, alla metalmeccanica e inoltre il SVE, il Servizio Volontario Europeo. Un progetto che consente ai giovani dai 17 ai 30anni, di lavorare per un’organizzazione all’estero per un tempo variabile da 2 a 12 settimane, con copertura assicurativa e delle spese e ottenere cosi il Youthpass, il certificato di formazione che attesta l’esperienza di apprendimento non formale nell’ambito del Programma Gioventù in Azione: un valido biglietto da visita per trovare un futuro impiego in ambito internazionale. Cosi come è capitato anche ad Alejandra Hidalgo, dapprima partecipante della prima edizione del corso Roots and Wings a Madrid, nel 2015 e poi volontaria presso l’istituto scolastico di Manila, per educare e sostenere i bambini disagiati di là, che grazie all’esperienza maturata ha trovato poi un impiego tecnico presso una Ong in Spagna.

Ed è così anche per i tanti ragazzi che dopo aver respirato l’atmosfera prolifica e costruttiva del seminario – sotto l’ala protettrice di Julia Gonzalez, e di Maria Theresa Gayondato, responsabile delle attività Ediw a Roma – hanno con fiducia e consapevolezza varcato le soglie dell’Europa, con risultati prolifici e grande senso di responsabilità.

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