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Foto: Aiuto alla Chiesa che Soffre

Aleppo: il grido di dolore delle Carmelitane

Le religiose lamentano il silenzio dei media sui bombardamenti nella parte orientale della città

“Non possiamo più accettarlo!”. È il grido di dolore che le Carmelitane di Aleppo hanno lanciato l’11 ottobre scorso scrivendo ad Aiuto alla Chiesa che Soffre.

“I bombardamenti sulla parte est di Aleppo sono numerosi, ma la situazione nella parte occidentale della città non è migliore, nonostante i media non ne parlino. Questa parzialità dell’informazione ci fa soffrire, perché siamo quotidianamente testimoni delle sofferenze vissute nei numerosi quartieri occidentali della città: morti e feriti si contano anche lì a decine ogni giorno. Un sacerdote – affermano le Carmelitane –  è arrivato da noi in lacrime: abita a Midan, un quartiere popolare da tre anni incessantemente bersaglio di attentati. Da una settimana non fa altro che dare sepoltura alle vittime civili. In un altro quartiere molto popolare e a maggioranza islamica, vicino l’ospedale San Luigi, qualche giorno fa degli obici hanno fatto una decina di morti e più di 70 feriti”.

La situazione ha superato ormai il limite della sopportazione umana. “Non possiamo più accettarlo – prosegue la lettera – e domandiamo la fine dei combattimenti in ogni parte della città, oltre ad un’informazione un po’ più obiettiva”.

Ad Aleppo i Cristiani sono passati da 160.000 presenze prima della guerra a 40.000 nello scorso aprile. Le stime più aggiornate (settembre) parlano di 35.000 cristiani. Aiuto alla Chiesa che Soffre, solo nelle ultime settimane, ha garantito alla diocesi di Aleppo progetti per 110.000 euro, e altri, per un totale di 250.000 euro, sono in fase di finanziamento.

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