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“Alcuni Stati finanziano i jihadisti”

Lo ha denunciato il Patriarca dei siro-ortodossi nel corso di una conferenza stampa su quanto sta accadendo a Mosul

La voce dei cristiani perseguitati in Iraq si leva in alto grazie al patriarca siro-ortodosso Ignazio Ephrem II, che ha denunciato l’epurazione religiosa condotta dai jihadisti dello Stato islamico dell’Iraq e del Levante (Isil) nel corso di una conferenza stampa presso la sede patriarcale di Atchaneh, in Libano.

Secondo quanto riporta l’Agenzia AsiaNews il Patriarca ha detto anzitutto che “l’espulsione programmata dei cristiani di Mosul (…) è un atto barbarico, senza precedenti nella storia dei rapporti tra cristiani e musulmani in questa regione”. La stessa Agenzia riferisce che sul suo viso “si potevano leggere segni di indignazione e di collera”. “Condanniamo con la massima energia – ha proseguito il Patriarca – questi atti e insistiamo sul fatto che tale comportamento non è quello dell’islam che noi conosciamo, che incontriamo e col quale viviamo da più di 13 secoli”.

Pertanto, l’invito di Ignazio Ephrem II è rivolto ai “fratelli musulmani e ai loro leader”, affinché prendano “chiaramente posizione contro queste azioni”. Egli ha chiesto quindi, ai musulmani ma non solo, che la solidarietà si manifesti al di là delle parole e si traduca in un appello chiaro “ai regimi che appoggiano, armano e finanziano lo Stato islamico e altri gruppi simili, perché smettano di farlo, in quanto questo fanatismo e questi atti ricadono inevitabilmente, a breve o a lungo termine, su coloro che li appoggiano”.

Il Patriarca si è poi rivolto all’Onu. “Da parte nostra – ha affermato – contiamo di ricorrere alle Nazioni Unite e alla Commissione dei diritti dell’uomo e chiedere loro di essere coerenti con la Carta che pretendono di rispettare”. “Noi non chiediamo all’Occidente nient’altro che il rispetto dei principi della Carta e di non applicarla in modo selettivo, a seconda degli Stati e dei gruppi sociali”.

A proposito di rapporti geopolitici, il Patriarca ha aggiunto che “ci sono prove che questi gruppi sono appoggiati da Stati, come dice anche la stampa, ma noi pensiamo che avranno vita breve”.

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