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Al Monastero di Bose, si parla delle persecuzioni dei cristiani nel mondo

Da oggi fino al 10 settembre, il Convegno ecumenico internazionale di spiritualità ortodossa sul tema “Martirio e comunione”. Il Papa: “L’ecumenismo del sangue rafforzi il cammino verso l’unità”

Prende il via oggi, fino a sabato 10 settembre, al Monastero di Bose il XXIV Convegno ecumenico internazionale di spiritualità ortodossa. L’incontro, organizzato in collaborazione con le Chiese ortodosse, vuole riflettere sul tema della pace che, dopo l’esperienza tragica dei totalitarismi del secolo scorso, appare una via sempre più contraddetta. Non sono rare le discriminazioni e le persecuzioni per motivi religiosi, in particolare, in 25 paesi nel mondo, spesso attraversati da guerre e conflitti, i cristiani sono ancora emarginati e perseguitati per la loro fede.

Facendosi eco della loro voce, il Convegno – spiega una nota – intende illuminare l’intimo legame tra la testimonianza resa a Cristo dai martiri e la comunione tra le Chiese, nei suoi fondamenti scritturistici e patristici, e nelle diverse tradizioni cristiane d’oriente e d’occidente. L’esperienza dei martiri del XX secolo e la testimonianza delle comunità cristiane perseguitate oggi è una preziosa eredità evangelica per tutte le chiese e l’umanità intera.

In un telegramma, a firma del cardinale segretario di Stato, Pietro Parolin, indirizzato al priore Enzo Bianchi, il Papa rivolge la benedizione apostolica e il suo “beneaugurante pensiero” ai rappresentanti delle Chiese partecipanti all’incontro augurando che “le giornate di studio e riflessione siano occasione propizia di incontro fraterno, di scambio e di sincera condivisione nel comune ascolto della Parola di Dio e nell’approfondimento della tradizione spirituale della Chiese ortodosse”. In questa prospettiva, il Pontefice auspica che “la riflessione sul martirio, quale preziosa eredità evangelica che accomuna tutte le Chiese, ci disponga a considerare la via privilegiata dell’ecumenismo del sangue che precede ogni contrasto e rafforza il cammino verso l’unità”.

Il Convegno è diventato un punto di riferimento internazionale per il dialogo ecumenico e lo studio della tradizione spirituale dell’oriente cristiano, ed è una preziosa occasione d’incontro fraterno, di scambio e condivisione aperta a tutti. I lavori del Convegno si apriranno con il discorso inaugurale del priore di Bose, Enzo Bianchi, e le relazioni di Sua Beatitudine Youhanna X (Yazigi), patriarca di Antiochia e di tutto l’Oriente, sul tema “Il sangue dei martiri, seme di comunione”, e dell’arcivescovo Job (Getcha) di Telmessos, rappresentante del Patriarcato di Costantinopoli presso il Consiglio ecumenico delle Chiese, dedicata a “La testimonianza e il servizio di comunione del Patriarcato ecumenico”.

Dopo quattro giorni di approfondimento e dibattito, in cui si alterneranno teologi, patrologi, storici, filosofi da tutto il mondo, il convegno si concluderà con la relazione del cardinale Kurt Koch, presidente del Pontificio consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani, sul senso ecumenico del martirio (“Testimonianza comune, speranza di unità”) e del teologo ortodosso americano Aristotle Papanikolaou (“Testimoniare la verità in vista della comunione”).

Numerose le delegazioni delle Chiese, tra le quali quella Chiesa Apostolica Armena rappresentata dall’arcivescovo Nathan Hovhannisyan, direttore del Dipartimento per le relazioni esterne, e l’archimandrita Shahe (Ananyan); in rappresentanza della Chiesa copta ortodossa ci sarà invece il vescovo Epiphanios di San Macario, il vescovo John Stroyan di Warwick rappresenterà l’arcivescovo di Canterbury Justin Welby, e per la Chiesa d’Inghilterra parteciperà al Convegno anche il vescovo Jonathan Goodall di Ebbsfleet.

Per la Chiesa cattolica, oltre al cardinale Koch, saranno presenti a Bose i vescovi Gabriele Mana di Biella, Marco Arnolfo di Vercelli, Juan Antonio Martinez Camino, ausiliare di Madrid, Pier Giorgio Debernardi di Pinerolo, Luigi Bettazzi vescovo emerito di Ivrea e don Cristiano Bettega, direttore dell’Ufficio per l’ecumenismo e il dialogo della Cei. Il dottor Kurian Manoj rappresenterà il Consiglio ecumenico delle Chiese. Da segnalare la numerosa presenza di monaci e monache d’Oriente e Occidente.

Nel corso dell’incontro, sarà presentato il volume Misericordia e perdono (Qiqajon 2016), che raccoglie gli atti del Convegno di spiritualità ortodossa dello scorso anno.

Il progetto del XXIV Convegno ecumenico internazionale di spiritualità ortodossa è stato elaborato dal Comitato scientifico composto da: da: Enzo Bianchi(Bose), Lino Breda (Bose), Sabino Chialà (Bose), Lisa Cremaschi (Bose), Luigi d’Ayala Valva (Bose), Hervé Legrand (Parigi), Adalberto Mainardi(Bose), Raffaele Ogliari (Bose), Antonio Rigo (Università di Venezia), Michel Van Parys (Chevetogne)

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