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Aiuto alla Chiesa che Soffre: domani visita dell’inviato UE alla mostra del Meeting

Ján Figel, rappresentante della Commissione Europea per la promozione della libertà di religione si recherà all’esposizione sui cristiani perseguitati

Domani mattina Ján Figel, inviato speciale della Commissione Europea per la promozione della libertà di religione o di credo al di fuori dell’Unione Europea, visiterà l’esposizione di Aiuto alla Chiesa che Soffre sulla persecuzione anticristiana al Meeting di Rimini.

In Romagna per partecipare alla kermesse ciellina, Figel ha chiesto espressamente di visitare la rassegna di ACS, dal titolo La vostra resistenza è martirio, rugiada che feconda. I volti della persecuzione anticristiana, gli interventi per non lasciarli soli (Padiglione C5).

Aiuto alla Chiesa che Soffre collabora da alcuni anni con le istituzioni europee per la denuncia delle persecuzioni anticristiane e delle violazioni alla libertà religiosa, organizzando frequentemente incontri – a Roma e a Bruxelles – tra rappresentanti dell’Ue o membri europei del corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede e testimoni della Chiesa perseguitata provenienti da paesi quali Siria, Iraq, Pakistan e Nigeria. E al Meeting di Rimini ha portato la propria campagna per chiedere alle istituzioni italiane di riconoscere come genocidio quello commesso dallo Stato Islamico ai danni delle minoranze in Iraq e Siria: un passo già compiuto dall’Unione.

Figel si unisce alle diverse personalità che dal 19 agosto hanno visitato l’esposizione di ACS al Meeting: dal presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni, accompagnato dall’Assessore alle Culture, Identità e Autonomie della Regione Lombardia Cristina Cappellini, al vicario apostolico dell’Arabia settentrionale, monsignor Camillo Ballin.

In questa settimana riminese la rassegna della Fondazione pontificia è stata visitata da circa quindicimila persone che oltre ad una mostra fotografica hanno potuto attraversare il percorso esperienziale composto da un tunnel in cui si ricordano i “martiri” cristiani e da un’ultima sala in cui sono state messe in scena tre recenti stragi – Dacca, Garissa e Lahore – affiancate da progetti concreti di ACS che rappresentano una «risposta concreta all’orrore». Tratto distintivo dell’esposizione della fondazione pontificia: i diversi testimoni – provenienti da Siria, Iraq, Pakistan, Ucraina, Repubblica Centrafricana, Colombia e Terra Santa – che durante tutte le ore di apertura del Meeting hanno condiviso le loro testimonianze e risposto alle domande dei visitatori.

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