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Ecc.mi Presuli della Conferenza Episcopale dell’Iran, in Visita “ad Limina Apostolorum”: S.E. Mons. Ramzi Garmou, Arcivescovo di Teheran dei Caldei; Amministratore Patriarcale di Ahwaz dei Caldei; S.E. Mons. Sarkis Davidian, Vescovo di Ispahan degli Armeni; Padre Jack Youssef, C.M., Amministratore Apostolico sede vacante et ad nutum Sanctae Sedis di Ispahan dei Latini - Foto © Vatican Media

Aiuti del Santo Padre alle popolazioni colpite dalle alluvioni in Iran

Comunicato del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale

Nel corso delle ultime due settimane, violente alluvioni hanno colpito le regioni nord-orientali e meridionali dell’Iran e si teme che nei prossimi giorni possano continuare. Le popolazioni delle province del Golestan, Lorestan e Khuzestan sono quelle più colpite e quella del Kermanshah era già stata messa a dura prova dal terremoto dello scorso anno.

Oltre 10 milioni di persone hanno subìto danni alle loro case e proprietà, mentre 2 milioni necessitano di urgente assistenza. Le vittime finora accertate sono 77 e i feriti almeno 1.070. Più di 200.000 persone sono state evacuate dai loro villaggi ed il Ministro dell’Interno ha annunciato ieri anche l’evacuazione della città di Ahwaz. Ingenti sono i danni strutturali alle infrastrutture e all’agricoltura.

Molti Paesi stanno rispondendo agli appelli di aiuto con il coordinamento della Iranian Red Crescent Society e dell’Ufficio delle Nazioni Unite a Teheran. Anche la Caritas Iran che ha visitato le zone alluvionate insieme ad altre organizzazioni si sta prodigando per portare aiuto alle popolazioni.

Il Santo Padre, nel telegramma di cordoglio inviato dal Segretario di Stato, Card. Pietro Parolin, ha espresso dolore per le vittime umane e ha pregato per il personale impegnato nell’emergenza, affidando il popolo iraniano alla provvidenza di Dio Onnipotente. Papa Francesco, tramite il Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, ha inoltre inviato un contributo di 100.000 euro per il soccorso alle popolazioni in questa prima fase di emergenza. Tale somma, che vuol essere un’immediata espressione del sentimento di spirituale vicinanza da parte del Santo Padre nei confronti delle persone e dei territori colpiti, verrà ripartita, in collaborazione con la Nunziatura Apostolica, tra le zone maggiormente toccate dalla catastrofe e sarà impiegata in opere di soccorso e assistenza alle persone e ai territori.

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