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Udienza ai Membri della Fondazione Galileo - Foto © Servizio Fotografico - Vatican Media

“Affrontare con maggiore determinazione le moderne forme di schiavitù”

Udienza ai Membri della Fondazione Galileo

Alle ore 11 di questa mattina, nella Sala del Concistoro del Palazzo Apostolico, il Santo Padre Francesco riceve in Udienza i Membri della Fondazione Galileo e rivolge loro il discorso che riportiamo di seguito:

Discorso del Santo Padre

Cari amici,
rivolgo un cordiale saluto a voi, amministratori fiduciari e benefattori della Galileo Foundation, e colgo volentieri questa opportunità per esprimere il mio apprezzamento per il vostro generoso impegno in favore della missione pastorale della Chiesa.

Il vostro patrocinio a un’ampia varietà di progetti manifesta in qualche modo l’universalità della Chiesa stessa. Da fedeli laici, secondo le forme di sequela del Signore proprie delle specifiche vocazioni e responsabilità di ciascuno, voi svolgete un prezioso ruolo nel far conoscere il messaggio salvifico del Vangelo alle persone del nostro tempo, specialmente ai nostri fratelli e sorelle più vulnerabili. Vi incoraggio ad andare avanti nell’offrire con generosità una testimonianza così importante.

Vorrei soprattutto sottolineare il vostro contributo per aumentare la consapevolezza sulla situazione di coloro che soffrono povertà e sfruttamento, specialmente di quanti sono prigionieri del crimine del traffico di esseri umani. Questo è un compito urgente ed essenziale per i cristiani di oggi. E perciò non è certo una coincidenza il fatto che ci incontriamo nella festa di Santa Giuseppina Bakhita, patrona delle vittime della tratta di esseri umani. Ella conobbe per dolorosa esperienza personale la realtà della schiavitù e le sue conseguenze violente e umilianti. Eppure, per grazia di Dio, lei arrivò a conoscere la vera libertà e la vera gioia. La sua santità di vita è un richiamo non solo ad affrontare con maggiore determinazione le moderne forme di schiavitù, che sono una ferita aperta nel corpo della società, una piaga nella carne di Cristo e un crimine contro l’umanità (cfr Discorso ai partecipanti alla Conferenza internazionale sulla tratta delle persone umane, 10 aprile 2014), ma anche a imparare dal suo grande esempio. Lei ci insegna come dedicarci ai poveri con tenerezza, delicatezza e compassione.

Cari amici, nei progetti e nelle attività che state preparando, possiate essere sostenuti da un radicamento sempre più profondo nella preghiera, dall’intercessione di Santa Giuseppina Bakhita e dalla forza che solo lo Spirito Santo può dare. E mentre servite il Signore, invoco da Lui su di voi e sulle vostre famiglie benedizioni di gioia e di pace. Vi ringrazio per le vostre preghiere e vi chiedo, per favore, di continuare a pregare per me.

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