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“Affidare un minore a una coppia gay è renderlo un oggetto”

I Comitati Sì alla Famiglia si oppongono alla proposta del senatore Lepri per integrare il ddl Cirinnà

Sostituire la stepchild adoption con l’affido: è quanto propone oggi il sen. Lepri, del Pd, per superare l’opposizione al ddl Cirinnà: “in una unione civile omosessuale dove una delle due parti ha un bambino, l’altro può diventare genitore affidatario”; ciò in vista del “pubblico riconoscimento da parte del tribunale e della società di una piena potestà genitoriale” (intervista ad Avvenire).

La proposta ha suscitato la contrarietà dei Comitati Sì alla famiglia: “Fino a questo momento l’affido e l’adozione hanno risposto a logiche diverse – si legge in una nota di Sì alla Famiglia -: l’affido fa mantenere i rapporti del minore con la famiglia di origine, punta al suo rientro in essa, non cambia il legame giuridico fra il minore e i genitori; l’adozione interrompe i rapporti con la famiglia originale, tanto che il minore acquisisce il cognome dei genitori adottivi, e per questo presuppone requisiti più rigorosi rispetto a quelli richiesti agli affidatari”.

“L’affido punta a far superare al minore una situazione di temporaneo disagio rispetto alla propria famiglia, l’adozione rende definitivo l’ingresso nella nuova famiglia – prosegue il comunicato -. In entrambi i casi il faro è l’interesse del minore, che varia e conosce risposte differenti a seconda della situazione di partenza. In quella che dovrebbe essere la mediazione per approvare all’unanimità il ddl Cirinnà l’affido diventa una adozione light, una sorta di usucapione del minore, considerato esattamente come un oggetto: non un soggetto da tutelare ma qualcosa che soddisfa il desiderio del figlio di una coppia same sex”.

“Come si usa l’espressione “unione civile” e invece è matrimonio gay, così si dice affido ma invece è adozione. Ribadendo la non opposizione alla emersione dei diritti individuali dei componenti di una convivenza, come contenuta nel testo unico Sacconi-Pagano, ripetiamo con forza: giù le mani dai bambini!”, conclude poi la nota di Sì alla famiglia.

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