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Aereo russo caduto nel Sinai: è stato un attentato

La conferma giunge direttamente dal Cremlino. Putin: “Puniremo i criminali”. E avvisa gli altri Paesi. “Chi li sosterrà, verrà colpito senza pietà”

“È stata una bomba a far precipitare l’aereo di linea russo A321 e ad uccidere gli innocenti a bordo”. La conferma giunge dalla viva voce del presidente della Federazione russa, Vladimir Putin. Con una dichiarazione ufficiale è tornato dunque sulla tragedia dell’aereo caduto in Egitto, sulla penisola del Sinai il 31 ottobre scorso, provocando la morte di 224 persone.

Putin ha assicurato che la Russia troverà i colpevoli, definiti “criminali” e “barbari”. Parole decise, quelle del presidente russo: “Giorni, settimane, mesi, anni: noi non dimenticheremo. L’omicidio dei nostri connazionali nel Sinai è tra i crimini più sanguinosi mai perpetrati contro la Santa Madre Russia. Il ricordo delle vittime resterà sempre nei nostri cuori. Le loro anime saranno bagnate dalle nostre lacrime per sempre, ma questo non ci impedirà di colpire con tutta la forza che abbiamo. Puniremo i criminali”.

A tal proposito, il rappresentante del Cremlino avverte che i servizi segreti russi “hanno già i loro nomi”. Putin ha autorizzato “tutte le missioni necessarie per riportare questi criminali in Russia. Ovunque. In qualsiasi parte del globo. In qualsiasi nazione del mondo. Faccio affidamento su quanti condividono i nostri valori, in quanti credono nel diritto alla vita”.

La Russia chiede agli alleati e ai Paesi amici di essere aiutata nella cattura degli autori della strage. “Noi crediamo nell’amicizia tra i popoli – spiega ancora Putin – ma tengo a precisare una cosa: quanti ospiteranno o soltanto proveranno ad offrire assistenza ai criminali, lo faranno con la consapevolezza che saranno colpiti senza pietà”. Il presidente russo rafforza il concetto nella parte conclusiva del suo discorso: “Chi aiuterà questi criminali sarà considerato un terrorista e trattato come tale. Dio benedica la Santa Madre Russia. Noi vi troveremo”.

In Egitto intanto proseguono le indagini su quanto accaduto nei cieli del Sinai. Nelle scorse ore si è diffusa la notizia dell’arresto, da parte delle autorità egiziane, di due impiegati dell’aeroporto di Sharm el-Sheikh sospettati di aver aiutato gli attentatori che avrebbero piazzato l’ordigno sull’aereo russo. L’agenzia egiziana Mena, tuttavia, citando fonti del ministero dell’Interno, ha fatto sapere che l’Egitto ha smentito, definendo la notizia “falsa e priva di fondamento”.

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