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Card. William Keeler - © Vatican.Va

Addio al card. Keeler, il cordoglio del Papa

L’arcivescovo emerito di Baltimora aveva 86 anni. Ordinato sacerdote nel 1955, aveva partecipato come perito al Concilio Vaticano II

Si è spento ieri il cardinale americano William Henry Keeler, arcivescovo emerito di Baltimora: aveva 86 anni. Lo rivela la Radio Vaticana.

Ordinato sacerdote il 17 luglio 1955 nella Chiesa dei Santi Apostoli a Roma, ha partecipato come perito ai lavori del Concilio Vaticano II.

Nel 1979 è stato consacrato vescovo, come ausiliare della Diocesi di Harrisburg, che poi ha guidato dal 1983. Sei anni più tardi è diventato arcivescovo di Baltimora, la più antica sede degli Stati Uniti d’America (1989-2007). Nel 1992 è stato eletto presidente della Conferenza Nazionale dei Vescovi Cattolici (NCCB), incarico tenuto fino al 1995.

Molto attivo nell’ambito del dialogo ecumenico e interreligioso, nel 1994 è stato nominato membro del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani. Si è impegnato nel campo dell’evangelizzazione e dell’educazione cattolica. Forte anche il suo impegno a difesa della vita, della famiglia e dei senzatetto. Giovanni Paolo II lo aveva creato cardinale nel Concistoro del 26 novembre 1994, del Titolo di S. Maria degli Angeli.

“Profondamente rattristato nell’apprendere della morte del Cardinale William H. Keeler, porgo sentite condoglianze a lei, nonché al clero, ai religiosi e ai fedeli laici dell’Arcidiocesi”. Così il Papa in un telegramma di cordoglio inviato al successore, l’arcivescovo William Edward Lori.

“Con gratitudine – prosegue il testo – per gli anni di devoto ministero episcopale del Cardinale Keeler nelle Chiese locali di Harrisburg e di Baltimore, per gli anni di leadership nella Conferenza dei Vescovi Cattolici degli Stati Uniti e per il suo impegno di lunga data per la comprensione ecumenica e interreligiosa, mi unisco a voi nell’affidare l’anima di questo saggio e gentile pastore all’amore misericordioso di Dio nostro Padre celeste”.

Il Papa infine scrive: “A tutti coloro che piangono il Cardinale defunto nella speranza certa della Risurrezione, imparto di cuore la mia Benedizione Apostolica come pegno di consolazione e di pace nel Signore”.

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