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A Varese, tre giorni di studio su Papa Montini

L’intervento dei cardinali Scola e Tettamanzi a 60 anni dall’elezione del Beato ad arcivescovo di Milano

Inizierà domani, giovedì 15 gennaio, a Villa Cagnola di Gazzada (Varese), la tre giorni di studio sulla figura di Giovanni Battista Montini, concepita per ricordare il 60° anniversario dell’elezione ad Arcivescovo di Milano del beato Paolo VI, che prima di essere eletto pontefice, governò la Diocesi ambrosiana, facendovi ingresso il 6 gennaio 1955. L’ultima giornata, sabato 17 gennaio, si svolgerà invece a Milano con la partecipazione di due suoi successori sulla Cattedra di Ambrogio, l’Arcivescovo card. Angelo Scola e il card. Dionigi Tettamanzi.  

A partire dalle 9.30, il card. Tettamanzi parlerà de «La spiritualità come sorgente e forza del ministero di Montini-Paolo VI». A seguire, il card. Scola interverrà invece su «L’Arcivescovo Montini e la riforma della Chiesa». In conclusione saranno presentate iniziative e mostre su Montini a Milano.

L’iniziativa è organizzata dall’ Arcidiocesi di Milano, l’Istituto Paolo VI – Centro Internazionale di Studi e Documentazione promosso dall’Opera per l’Educazione Cristiana di Brescia, l’Istituto Superiore di Studi Religiosi di Villa Cagnola e la Fondazione Ambrosiana Paolo VI di Varese.

Diciotto esperti, tra docenti e ricercatori, indagheranno e presenteranno al pubblico la figura di Paolo VI, vescovo della Chiesa universale, inserita nel cuore dell’istituzione ecclesiale; la sua pastorale, con un affondo dedicato al cambiamento del modello episcopale e ai rapporti con la città; la complessa e variegata cornice storica della società milanese degli anni Cinquanta, in rapporto al pensiero e all’opera di Giovanni Battista Montini. Tra i principali temi, vanno citati i rapporti di Giovanni Battista Montini con il clero, i Seminari e il mondo religioso, l’educazione dei giovani e la catechesi, la questione liturgica, il “Piano Montini” per le nuove chiese della diocesi di Milano, la “città nuova” da lui sognata, ovvero i confronti serrati e i dialoghi intessuti tra l’Arcivescovo, il mondo del lavoro, l’imprenditoria, l’università e la politica.

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