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A Nazareth e a Milano, due centri per la famiglia

L’Incontro Mondiale del 2012 lascerà in eredità due segni concreti di attenzione al tema

ROMA, domenica, 27 maggio 2012 (ZENIT.org).- Il VII Incontro mondiale delle famiglie lascerà in eredità due segni concreti di attenzione alle famiglie: uno, in un luogo simbolico, come Nazareth, l’altro a Milano, la città che ospita il raduno internazionale.

Il Centro internazionale per la Famiglia Nazareth

“Qui nella città di Gesù, Maria e Giuseppe… come segno promettente per il futuro, benedirò la prima pietra di un Centro internazionale per la Famiglia, che sarà costruito a Nazareth. Preghiamo affinché esso promuova una forte vita familiare in questa regione, offra sostegno ed assistenza alle famiglie ovunque, e le incoraggi nella loro insostituibile missione nella società”.

Con queste parole, in occasione del viaggio pastorale in Terra Santa, Benedetto XVI dava concretezza al sogno che il Beato Giovanni Paolo II aveva manifestato al mondo in occasione del II Incontro Mondiale delle Famiglie a Rio de Janeiro, nel 1997.

Ora questo progetto entra nella sua fase operativa! Le famiglie di tutto il mondo avranno, così, una ”dimora spirituale” in Terra Santa, per reimparare l’arte dell’amore tra le generazioni, sotto la protezione della Sacra Famiglia di Nazareth.

Il Centro Internazionale per la famiglia sorgerà sulla sommità della collina che domina la città di Nazareth e la Basilica dell’Annunciazione. In una posizione di particolare bellezza paesaggistica, il Centro si affaccerà su un panorama che spazia dal Monte del Precipizio al Monte Tabor, fino al Monte Carmelo.

L’opera sarà un centro di spiritualità familiare di accoglienza delle famiglie pellegrine in Terra Santa, di formazione alla vita genitoriale e familiare, di pastorale per gli operatori, di preparazione alla “nuova evangelizzazione”. Inoltre offrirà sostegno materiale alle famiglie in difficoltà, in special modo della Terra Santa, attraverso progetti internazionali di fund raising. Nel centro avrà la sede anche un Osservatorio Internazionale sulla pastorale familiare nel mondo, particolarmente in Terra Santa e nel Medio Oriente, che opererà in collaborazione con le Conferenze episcopali di tutto il mondo, le Università Cattoliche, le Istituzioni Internazionali a servizio della famiglia.

Il Centro Internazionale per la Famiglia promosso dal Pontificio Consiglio per la Famiglia, sarà affidato a una Fondazione di diritto Pontificio gestita dal Movimento ecclesiale Rinnovamento nello Spirito Santo, che provvederà all’accoglienza dei pellegrini e dei visitatori e all’animazione spirituale delle attività previste.

Maison du Monde

A Milano invece il lascito spirituale dell’incontro del Papa con le famiglie saràcondominio solidale per giovani coppie, stranieri, studenti, lavoratori precari, abitanti temporanei della città. Un luogo dove sperimentare nuove forme di convivenza, grazie ad una rete di associazioni, fondazioni, cooperative impegnate nel territorio. Maison du Monde è un progetto di housing sociale, voluto dalla Fondazione Cariplo, dall’assessorato alla Casa della Regione Lombardia, da Fondazione Housing Sociale e realizzato grazie all’intervento del Fondo Immobiliare di Lombardia, gestito da Polaris Investment Sgr.

Nel quartiere multietnico di via Padova Maison du Monde vuole essere un esempio d’integrazione tra famiglie italiane e straniere, tra giovani e anziani. Il progetto interviene sull’edificio al civico 36, originariamente di proprietà dello scultore scomparso Marco Mantovani e successivamente donato dall’artista alla Veneranda Biblioteca Ambrosiana.

La ristrutturazione dell’edificio, resa anche possibile grazie al sostegno della Fondazione Cariplo e della Regione Lombardia per 1,5 milioni di euro ciascuno, consentirà di ricavare 50 alloggi di varie metrature e tagli, che saranno offerti in locazione calmierata a giovani coppie e famiglie italiane e straniere in difficoltà economica, o come residenza temporanea per persone alla ricerca di soluzioni abitative in città a basso costo.

Il progetto prevede anche l’attivazione e la gestione di servizi rivolti agli inquilini e al quartiere. Un grande contributo alle iniziative culturali e solidali sarà offerta dalla Fondazione Mantovani, che ha sede nell’edificio.

Già da questi giorni è possibile ammirare la facciata ristrutturata, i primi alloggi saranno pronti entro la fine di quest’anno, i restanti entro la fine del prossimo.

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