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A Kampala, Papa Francesco incontra il presidente del Sud-Sudan Salva Kiir

Padre Lombardi: “Un gesto di speciale attenzione del Santo Padre per le travagliate vicende del paese”. Oggi la denuncia dell’Unicef: 16mila minori arruolati di forza nel conflitto civile

Ieri sera, nella nunziatura di Kampala, Papa Francesco ha ricevuto il presidente del Sud Sudan, Salva Kiir. Lo ha confermato il portavoce vaticano, padre Federico Lombardi, sottolineando che l’udienza rappresenta “un gesto speciale” che testimonia l’attenzione con la quale il Pontefice segue le travagliate vicende del paese.

Un paese che è il più giovane dell’Africa, guadagnando l’indipendenza dal luglio 2011, dopo una lunga guerra civile con Khartoum, e che tra i suoi fondatori ha un vescovo cattolico, mons. Cesare Mazzolari, scomparso poco dopo la nascita del Sud Sudan. Nei cinque anni di vita, infatti, non c’è mai stata pace per il Sud Sudan nonostante gli ideali che lo hanno ispirato fossero proprio quelli della pacificazione tra le etnie e con il Sudan.

Nel dicembre 2013, è rimpiombato nel conflitto civile in seguito ad una lotta ai vertici di potere tra il presidente  Kiir e il suo vice Riek Machar. I combattimenti non sono mai veramente cessati nonostante le firme – lo scorso 26 agosto – di un accordo di pace tra il governo e i ribelli mediato dall’Igad. 

Proprio oggi, inoltre, è giunta la denuncia dell’Unicef che afferma che circa 16mila bambini sono stati arruolati di forza dalle parti coinvolte nel conflitto civile nel paese. In particolare, il Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia – riporta l’agenzia Misna – ha riferito inoltre di “gravi violazioni dei diritti dei minori, tra cui omicidi, rapimenti e violenze sessuali”. Dall’inizio del 2015 ad oggi, la situazione sarebbe addirittura peggiorata, con arruolamenti forzati e stupri di minori da parte dei combattenti.

“Alcuni bambini sono costretti a combattere in prima linea – ha aggiunto il portavoce Unicef  Christophe Boulierac – mentre altri vengono usati come messaggeri o facchini in situazioni pericolose”. L’Unicef stima che siano 1.500 i bambini uccisi dall’inizio del conflitto, 900mila gli sfollati interni e un milione i bambini affetti da malnutrizione.

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