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A Jesi la primavera dell’Azione Cattolica

Dal 6 al 15 aprile si stanno svolgendo incontri per conoscere “esempi positivi per nutrirsi delle differenze”

Si sta svolgendo a Jesi la rassegna culturale “PRIMAVERAC 2016” sul tema “Cultura e identità- la sfida delle differenze”.

Promossa dall’Azione Cattolica in collaborazione con la diocesi di Jesi e il settimanale diocesano Voce della Vallesina, ha il patrocinio del comune di Jesi, dell’Assemblea Legislativa delle Marche e della Fondazione Lavoroperlapersona e il sostegno della Fondazione Carifac.

L’Azione Cattolica è presente a Jesi dalla seconda metà dell’Ottocento. Il primo evento locale può considerarsi la costituzione a Jesi nel 1872 della Società jesina per gli interessi cattolici (SJIC), su esempio della Società Primaria romana per gli interessi Cattolici nata a Roma all’indomani della Breccia di Porta Pia il 6 dicembre 1870 che decretò la fine dello Stato Pontificio.

Si tratta della undicesima edizione consecutiva ed è dedicata a proporre un percorso che lasci intravedere nuove chiavi di lettura ed esempi positivi che ci allenino a nutrirci delle differenze attingendo ai valori di accoglienza, solidarietà e condivisione.

I sei incontri sono stati pensati per aiutarci ad ampliare gli orizzonti; i relatori sono stati invitati per la loro competenza e per aver attuato proposte lungimiranti e innovative.

Il sociologo Massimiliano Colombi, Docente dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano ha diretto un incontro il 6 aprile nella sede dell’Azione Cattolica inaugurando la rassegna con una riflessione sul tema: «Comunità: tra archeologia e utopia».

Il , il 7 aprile a La Fornace di Moie, Gianni Giacomelli, priore dell’antico monastero di Fonte Avellana, ha proposto un percorso sul valore della convivenza tra chi professa diverse fedi religiose a partire dal tema «Nomadi dell’amore di Dio: il cammino come identità».

Sabato 9 aprile presso la sede dell’Azione Cattolica in piazza della Repubblica Selene Zorzi, docente all’Istituto Teologico Marchigiano, ha condotto un incontro sul tema «A immagine di quale Dio? Differenza sessuale e identità di genere», fornendo un contributo dell’antropologia cristiana al dibattito sulla questione di genere.

Nel quarto appuntamento è intervenuto lo psicologo e scrittore Franco Vaccari (presidente dell’Associazione Rondine candidata al Nobel per la pace 2015) sull’esperienza che unisce giovani provenienti da diverse culture e da Paesi generalmente identificati dalla Storia come nemici e che arrivano nel borgo medievale di Rondine, in Toscana, per studiare e vivere insieme, con la speranza di diventare leader pacifici di domani. L’incontro dal tema «Nuove prospettive del vivere insieme. Dall’incontro con il nemico alla ricostruzione della fiducia»

L’incontro si è svolto lunedì 11 aprile alle 18.30 presso l’Aula Magna della Fondazione Colocci in via Angeloni e ha voluto offrire uno sguardo positivo sulla multiculturalità e sulla possibilità di vivere insieme in pace.

Il quinto incontro avverrà giovedì 14 aprile presso l’Ostello di Villa Borgognoni e vedrà lo scrittore e storico della cultura gastronomica e dell’arte conviviale Tommaso Lucchetti accompagnare i presenti in un viaggio tra «La madia e l’altare: percorsi materiali e spirituali di pane e mensa, tra storia, miti e riti».

L’esperienza del cibo è senza dubbio un’esperienza identitaria: profumi, colori e sapori di quello che mangiamo sono sufficienti a identificare la provenienza di chi li prepara; il cibo è sintesi perfetta di natura e cultura.

Il 15 aprile, sesto e ultimo incontro sarà con il docente della Luiss Guido Carli di Roma e presidente della fondazione Lavoroperlapersona di Offida, Gabriele Gabrielli, il 15 aprile alle 18.30 presso la sala conferenze della fondazione Carisj di Palazzo Bisaccioni.

La conversazione, dal titolo «Dai “fatti miei” ai “fatti nostri”. Per un diverso senso della leadership», proporrà una rilettura del ruolo del leader in ambito politico e lavorativo a partire dai valori del rispetto della persona nella sua integralità e unicità; della dignità del lavoro, espressione dell’uomo; della diversità come dono e fondamento di una società aperta, interculturale e accogliente; della imprenditorialità come espressione multiforme della creatività dell’uomo.

 

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