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A cinque anni dall’Erga migrantes caritas Christi

A novembre Congresso mondiale sulle migrazioni nell’era della globalizzazione

CITTA’ DEL VATICANO, giovedì, 30 aprile 2009 (ZENIT.org).- A cinque anni dalla promulgazione dell’Istruzione Erga migrantes caritas Christi il Pontificio Consiglio Pastorale per i Migranti e gli Itineranti ha pensato di convocare un Congresso mondiale che avrà luogo in Vaticano, dal 9 al 12 novembre prossimo.

“Una risposta pastorale al fenomeno migratorio nell’era della globalizzazione (a cinque anni dall’Erga migrantes caritas Christi)”, sarà il tema di questo incontro, il sesto della serie, per rievocare il documento pubblicato il 3 maggio 2004 e che mirava ad aggiornare la pastorale migratoria a trentacinque anni dalla pubblicazione del Motu proprioPastoralis migratorum cura e dalla relativa Istruzione della Sacra Congregazione per i Vescovi De pastorali migratorum cura.

In una nota del Dicastero vaticano si legge che è prevista la partecipazione di rappresentati delle Commissioni episcopali per la pastorale dei migranti e rifugiati di tanti Paesi dei vari continenti, “in modo che le riflessioni e i suggerimenti per futuri progetti siano vera espressione di coloro che sono impegnati in questa pastorale in qualunque angolo della terra essi si trovino”.

Saranno inoltre presenti esperti in materia, oltre ai delegati di Congregazioni e Istituti Religiosi, nonché Movimenti ecclesiali e Associazioni laicali in vista di un futuro impegno in questo campo che presenta molteplici sfide.

La presenza di Delegati fraterni dal Consiglio ecumenico delle Chiese, dal Patriarcato ecumenico di Costantinopoli, dalla Comunione Anglicana e dalla Federazione Luterana mondiale darà una nota ecumenica all’assise.

Nel corso del Congresso saranno discusse questioni legate al fenomeno migratorio, sia internazionale che interno, e cioè la globalizzazione, l’urbanizzazione, la cooperazione tra la Chiesa di origine e quella di arrivo dei migranti e dei rifugiati, la loro accoglienza e integrazione, il dialogo ecumenico, interreligioso e interculturale, la cooperazione tra Chiese e Religioni, come anche tra istituzioni ecclesiali e civili in vista del benessere dei migranti e rifugiati, e, di conseguenza, anche delle popolazioni autoctone.

Attenzione sarà rivolta altresì alla situazione in cui vivono queste persone nei centri di raccolta e nelle carceri.

Tra gli oratori figurano i Cardinali Jean-Baptiste Pam Minh Mân del Viet Nam, John Njue del Kenya e Odilo Pedro Scherer del Brasile e il prof. Stefano Zamagni della Facoltà di Scienze Economiche dell’Università di Bologna.

Punto culminante del Congresso sarà l’udienza con Papa Benedetto XVI.

Pur avendo sempre nutrito attenzione per il fenomeno della mobilità umana, il primo documento ufficiale della Santa Sede che affronta in modo globale e sistematico il problema dell’assistenza spirituale ai migranti risale al secondo dopoguerra ed è la Costituzione Apostolica Exsul Familia di Pio XII nell’agosto del 1952.

Successivamente il panorama in cui la Chiesa si trova ad operare mutò sotto la spinta del processo di integrazione europea, l’arrivo di flussi migratori provenienti dai Paesi del Terzo Mondo, così come il nascere di alcune mete migratorie in Paesi di rapida espansione nell’area del petrolio e l’esplodere del massiccio fenomeno dei rifugiati nelle regioni di tensione internazionale.

Sono gli anni del Concilio Vaticano II (1962-1965), quando la Chiesa si trovò a confrontarsi con la nuova realtà del mondo contemporaneo in spirito di collaborazione, ma mantenendo la propria identità. Apice dell’itinerario conciliare sarà l’annuncio di vita e speranza inviato “a tutti indistintamente gli uomini” (GS, 2), contenuto nella “Gaudium et spes”.

A riformula la questione sarà in seguito Papa Paolo VI col Motu proprio Pastoralis migratorum cura e con la relativa Istruzione De pastorali migratorum cura (“Nemo est”) della Congregazione per i Vescovi, nel 1969.

Da questa rinnovata coscienza della Chiesa sorse, nel 1970, su iniziativa di Paolo VI, la Pontificia Commissione per la Pastorale delle Migrazioni e del Turismo (diventato, nel 1989, Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti), incaricato di coordinare, animare e stimolare la pastorale, in relazione soprattutto alle singole Conferenze episcopali.

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