Dona Adesso

7mila (forse 70mila) all’anno, le vittime della cristianofobia

Secondo l’ex sottosegretario all’Interno, Alfredo Mantovano, le persecuzioni rappresentano un impoverimento per tutto il Medio Oriente

Circa settemila cristiani ogni anno perdono la vita a causa della loro fede ma si tratta, con ogni probabilità, di una stima al ribasso. È il più importante dato scaturito durante il convegno Perseguiteranno anche voi. Persone, drammi e prospettive, svoltosi ieri pomeriggio alla Camera dei Deputati e promosso da Integra Onlus.

All’incontro hanno preso parte numerose personalità del mondo politico, associativo ed ecclesiale, tra cui il patriarca caldeo di Babilonia, monsignor Louis Sako, il presidente di Integra Onlus, Klodiana Cuka, il giornalista inviato di guerra, Gian Micalessin.

Monsignor Lorenzo Leuzzi, vescovo ausiliare di Roma e cappellano della Camera e del Senato, ha argomentato la necessità di una riflessione sul ruolo del cristianesimo nella globalizzazione, evitando che si “vada incontro a persecuzioni di fronte alle quali non resta che la nostra testimonianza che è quella che ha segnato la vita di tutti i discepoli di Cristo”.

Da parte sua il direttore di Asia News, padre Bernardo Cervellera, ha tracciato il tragico scenario in cui vivono i cristiani del Medio Oriente, la maggior parte dei quali preferisce non convertirsi all’Islam, andando incontro al martirio o, nella migliore delle ipotesi, emigrando o vivendo “come rifugiati nella miseria più totale”.

A fronte di tale emergenza, la Chiesa Cattolica in queste regioni sta aiutando sia i suoi fedeli, sia i musulmani o gli yazidi, tuttavia i cristiani si sono rivelati “l’elemento che permette l’integrazione in questi Paesi”, per la loro capacità di “essere dialoganti sia con i musulmani sunniti, sia con i musulmani sciiti, con gli yazidi, con i drusi, ecc.”, ha aggiunto padre Cervellera.

Ulteriori risvolti della problematica della cristianofobia nel mondo sono stati affrontati con ZENIT da un altro dei relatori, Alfredo Mantovano, magistrato, esponente di Alleanza Cattolica ed ex parlamentare, già sottosegretario agli Interni.

Onorevole Mantovano, la persecuzione dei cristiani nel mondo si conferma purtroppo in aumento. Quali sono i reali numeri di questo fenomeno?

Certamente, in termini generali, i cristiani non sono il solo gruppo religioso ad essere oggetto di ostilità, tuttavia rappresentano l’80% di tutti i perseguitati. Secondo proiezioni prudenziali, vi sono circa 7000 uccisioni all’anno di cristiani per causa della loro fede; si tratta, però, di una stima al ribasso, punto che c’è persino chi propone di aggiungere uno zero, quindi 70mila. In ogni caso, qualunque siano i numeri, tutto questo non può essere considerato un mero dato statistico, è una tragedia: c’è chi viene ucciso, chi costretto a fuggire, chi vede la propria famiglia dilaniata, chi si vede costretto a qualsiasi tipo di violenza. Come hanno ricordato i pontefici che si sono succeduti negli ultimi decenni, incluso papa Francesco, in 2000 anni di storia della Chiesa non vi è mai stato un momento tanto cruento quanto quello attuale.

La diaspora dei cristiani dal Medio Oriente che direzione prende e quali sono le sue conseguenze?

La fuga dei cristiani è un impoverimento per tutti. Si scappa da quei pochi centri tra l’attuale territorio di Israele e la Siria, in cui ancora fino a pochissimo tempo fa si parlava l’aramaico, la lingua di Nostro Signore. La Terra Santa, il Libano, la Siria, l’Iraq e la stessa Libia sono territori nei quali in cui la predicazione della fede coincide con la predicazione apostolica: la Chiesa ha cominciato a muovere i primi passi proprio lì. La percezione è che questa persecuzione stia puntando proprio a tagliare queste radici cristiane. La fuga ha poi sbocco dove ci sono prospettive di accoglienza: chiunque abbia parenti in Canada, in Australia, negli Stati Uniti, in Francia o in Italia, si dirige in questi paesi. Naturalmente, in presenza di questa diaspora, la prospettiva del mantenimento di una tradizione che comprenda anche i riti e le liturgie e chi li amministra e li celebra, diventa sempre più complicata ed evanescente, per cui la cosa più grave è l’allontanamento di migliaia e migliaia di persone a causa della fede ma, al tempo stesso, la distruzione e  il disfacimento di importantissime tradizioni ancora molto vive e che portano beneficio non soltanto alla comunità ecclesiale.

La diffusione in video delle esecuzioni da parte dell’Isis, di cui spesso (come di recente in Libia) le vittime sono cristiane, potrebbe scuotere l’opinione pubblica mondiale riguardo al tema?

Queste esecuzioni rispondono innanzitutto ad un’esigenza propagandistica: chi le realizza mostra qual è il destino di chi si oppone all’Islam, ovviamente nell’interpretazione folle ed estremista delle frange sunnite che si riconoscono nell’Isis. Da un lato i gruppi terroristici puntano ad esaltare i propri uomini, dall’altro puntano a spargere terrore e a intimorire. È una sfida lanciata nei confronti di coloro che vengono individuati come cristiani (europei, americani, russi), a prescindere dal fatto se la fede cristiana sia effettivamente seguita e praticata da costoro nei loro paesi. È un obiettivo che rientra nella propaganda dell’Isis, per cui l’aspetto propagandistico è molto importante: è quello che sta permettendo di reclutare anche in territori lontani dall’area mediorientale. È paradossale che tutto questo abbia suscitato delle reazioni solamente in Egitto e certamente non all’insegna della comunanza di fede ma all’insegna dei propri cittadini che stanno subendo questa sorte in modo assolutamente incolpevole. L’Italia, l’Europa e l’Occidente devono provare a vincere nei tempi più rapidi possibili questa indifferenza che sembra essere calata di fronte a vicende così drammatiche.

A suo avviso qual è stato finora il contributo alla causa dei cristiani perseguitati da parte degli organismi internazionali, a partire dall’ONU e dall’Unione Europea?

Il loro contributo finora è stato pari a zero. Quello che sta avvenendo nell’area siro-irachena e nell’area libica, negli attentati che si consumano anche in paesi europei sulla stessa lunghezza d’onda, è certamente un’aggressione alla comunità internazionale. Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite che si è riunito ieri, si è riunito troppo tardi. In altre occasioni ci è mossi con rapidità ma in modo errato: penso in particolare alla sciagurata decisione di quattro anni fa di combattere il regime di Gheddafi; una decisione che è concausa della situazione attuale. Auspichiamo che la stessa rapidità sia utilizzata per un intervento che non può avvenire da parte di un singolo stato ma richiede un intervento multilaterale sotto l’egida dell’ONU.

La cristianofobia, comunque, non è un problema del solo Medio Oriente…

Aiuto alla Chiesa che Soffre pubblica ogni anno un rapporto sullo stato della libertà religiosa nel mondo che riguarda il cristianesimo ma non solo. In modo superficiale si potrebbe immaginare che questo libro – purtroppo di molte pagine – sia dedicato soltanto alla Nigeria, alla Siria o alla Libia o a qualche paese dell’America Latina. Invece ci sono pagine e pagine riguardanti, ad esempio, la Francia o la Spagna. L’arcivescovo emerito di Pamplona, Fernando Sebastián Aguilar, creato cardinale l’anno scorso da papa Francesco, è finito iscritto nel registro degli indagati perché avrebbe usato espressioni giudicate “omofobe” ma che in realtà erano soltanto rispettose della famiglia naturale. Quando poi un padre di famiglia passa qualche notte in cela di sicurezza, perché circola per le strade di Parigi con un simbolo qualificato come “omofobo”, quello della Manif Pour Tous, allora ci si rende conto che  – pur con spessore decisamente diverso – c’è un filo conduttore tra l’odio anticristiano praticato fino alle forme più cruente e l’odio anticristiano che conosce la dimensione legislativa e amministrativa ma che, non per questo, è meno forte.

About Luca Marcolivio

Roma, Italia Laurea in Scienze Politiche. Diploma di Specializzazione in Giornalismo. La Provincia Pavese. Radiocor - Il Sole 24 Ore. Il Giornale di Ostia. Ostia Oggi. Ostia Città (direttore). Eur Oggi. Messa e Meditazione. Sacerdos. Destra Italiana. Corrispondenza Romana. Radici Cristiane. Agenzia Sanitaria Italiana. L'Ottimista (direttore). Santini da Collezione (Hachette). I Santini della Madonna di Lourdes (McKay). Contro Garibaldi. Quello che a scuola non vi hanno raccontato (Vallecchi).

Share this Entry

Sostieni ZENIT

Se questo articolo ti è piaciuto puoi aiutare ZENIT a crescere con una donazione