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200 anni della nascita di Don Bosco: “Una sfida e un’opportunità per la Chiesa”

Il Rettore maggiore dei salesiani presiede la solenne Messa di apertura del bicentenario dalla nascita del Santo, questa mattina nella Basilica del Colle Don Bosco

“Un regalo del Padre alla Chiesa e al mondo”, così il Rettore maggiore dei salesiani, don Angel Fernàndes Artime, ha ricordato San Giovanni Bosco, durante la celebrazione eucaristica di apertura al Bicentenario dalla nascita del santo piemontese.

Segno della provvidenza di Dio, docile all’azione dello Spirito Santo,  Don Bosco sostenne quel progetto di Dio a favore dei giovani, facendo propria la frase della Genesi “Dammi le persone, i beni prendili per te” e  anticipando così le nuove forme di apostolato nella Chiesa.

E’ stato innalzato poi un profondo ringraziamento a Dio  perché ha “suscitato nella Chiesa un santo come amico, fratello e padre della gioventù”. Un ragazzo, Giovannino, cresciuto tra le colline piemontesi, con gli insegnamenti di mamma Margherita e l’aiuto divino della Vergine, in un’epoca in cui  c’erano tanti bambini, pecore senza pastore.

“Portava i ragazzi a  vivere profondamente la propria condizione di giovani capaci di impiegare le proprie migliori energie in campo professionale e  all’interno della società civile, così come nel servizio al prossimo”- ha ricordato Don Angel.

“La sua unione con Dio e la fiducia in Maria Ausiliatrice gli hanno sempre dato la forza per un’incessante donazione di se stesso nel lavoro – ha concluso il Rettore precisando-  Il Bicentenario è, infine,  una bellissima opportunità, e allo stesso tempo una sfida per vivere con passione educativa ed apostolica la presenza di Don Bosco tra i ragazzi e le ragazze del mondo, riconoscendo nelle loro vite il dono di Dio per noi e l’azione dello Spirito in ognuno di loro”.

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